Sintesi del quinto incontro

(Pubblichiamo di seguito la sintesi – ad opera della prof.ssa Lucia Gasparini – della lezione tenuta dal prof. Marco de Angelis nella prima parte del quinto incontro del seminario urbinate relativo alle hegeliane Lezioni sulla Storia della Filosofia. Tale incontro ha avuto luogo il 1º marzo di quest’anno. Ringraziamo la collega per l’ottimo lavoro svolto).

Sintesi

Il seminario incomincia con la presentazione di un quesito: “Qual è oggi lo scopo della filosofia?”. Il professore De Angelis parte da una sua esperienza personale; durante il convegno ad  Urbino ha tenuto una relazione sul fine e la fine della filosofia, gioco di parole: in tedesco sono due parole diverse (Zweck,m.; Ende,f.) invece in italiano no, il fine e la fine, cambia solo il genere. Con Hegel la filosofia raggiunge il proprio scopo, il proprio senso, l’Assoluto che si conosce, l’Assoluto inteso come pensiero dell’essere umano, categorie che però non sono solo in noi, categorie come essere, sostanze con le quali interpretiamo il mondo. In qualche modo queste categorie devono essere anche nel mondo altrimenti non riusciremmo a capire la realtà, sono oggettive e soggettive, sono assolute, sono ovunque. L’Assoluto ha nell’essere umano l’autocoscienza, diventa consapevole di sé nell’essere umano, ciò è la filosofia. La filosofia non è altro che questo pensiero oggettivo (così lo definisce Hegel), un pensare oggettivo, quando non ci lasciamo prendere dalla nostra soggettività e facciamo scienza seguendo la logica. Differenza tra pensiero oggettivo e soggettivo, differenza tra episteme e doxa, la doxa è l’opinione, l’episteme è un sapere oggettivo. L’assoluto che diventa consapevole di sé in modo pieno, completo in “La scienza della logica” di Hegel, durante l’Illuminismo, periodo in un cui si capisce che nulla può essere accettato come tale se non superi l’esame del “tribunale della ragione” (Kant, “La Ragion Pura”). Il Sistema hegeliano è profondamente illuminista anche se Hegel supera l’Illuminismo per tanti aspetti ma certamente appartiene a quel periodo. Sono quasi contemporanei Kant, Fichte, Schelling, Hegel.

L’Assoluto diventa consapevole di sé, con la “Scienza della logica” si è raggiunto il fine della filosofia, cioè si comprende l’Assoluto, ma non la fine nel senso che la filosofia va avanti, quindi un fine logico ma non la fine temporale che consisterà nel capire bene questo, nell’insegnarlo alle prossime generazioni per realizzare quella che Hegel definisce l’”Eticità assoluta” ( cioè un mondo morale: valori assoluti fondati sulla ragione che corrispondono anche ai valori religiosi, la famiglia, il lavoro, lo Stato inteso come la comunità, vivere per gli altri). Ricordiamo che il giovane Hegel ha studiato la vita di Gesù, è partito dal cristianesimo, dall’amore. Tutto ciò si ricollega al fatto che la filosofia è qualcosa di attuale, si occupa del nostro vivere di oggi, dei problemi di oggi, la filosofia deve aiutare l’essere umano a superare i problemi attuali.

Un esempio di problemi attuali è la tragedia dei bambini che muoiono nel Mediterraneo, accenno fatto dal professore nella relazione del convegno ed è stato criticato proprio per avere inserito questo riferimento all’attualità, ritenuto da taluni fuori luogo in un contesto accademico. La domanda allora è: “La filosofia non dovrebbe interessarsi di un problema quale quello di bambini innocenti che muoiono?” “Questo non è un problema filosofico, non è forse un problema della nostra saggezza?”.  La filosofia dovrebbe proprio mettere al centro tali questioni, poi chiaramente si eleva all’Assoluto, ma anche i grandi come Kant, Hegel si elevano al sapere assoluto partendo sempre dai “bisogni” più elementari degli uomini, tanto è vero che c’è sempre la parte etica, morale. Certo che per arrivare alla fondazione, al fondamento,  Begründung – Grund (in tedesco), dal fatto storico bisogna elevarsi per trovare il principio, ma poi si torna sempre al fatto storico. È necessario rendere la filosofia vivente, non ridurla a un mero gioco intellettuale, senza presa sulla realtà; la filosofia non è questo. Bisogna interrogarsi su cosa sia la filosofia. Da dove nasce? Dal desiderio di conoscere, dallo stupore, dalla curiosità dell’essere umano, è l’amore del sapere, quello della filosofia non è soltanto un sapere teoretico, ma anche etico, che riguarda la saggezza, il modo di vivere degli esseri umani. Quindi quando i greci parlavano di filosofia non intendevano soltanto qualcosa che avesse carattere contemplativo ma anche una guida alla vita. Quando Socrate afferma “so di non sapere” non si vanta dell’ignoranza ma intende che il sapere è importante, ma non è il fine; il fine è che queste idee, questo sapere ci guidi in una vita saggia, equilibrata che porti armonia alla persona e alla comunità. Questo è l’ideale greco della filosofia, poi essa diventerà una disciplina accademica ma tutto ciò non appartiene all’essenza della filosofia. In questo assomiglia alla religione; la differenza è che la religione ha sempre un dogma che è fede e non si può indagare ulteriormente mentre nella filosofia s’indaga tutto, anche il principio primo. Però anche la filosofia come la religione tende a dare un orientamento che riguarda il futuro, possedere una prospettiva.

Ora proprio sull’orientamento, esempio della biblioteca che contiene tutti i libri del sapere, libri di matematica che è scienza a fondamento di tutto, la fisica, la chimica, la biologia, la psicologia, la sociologia….una biblioteca organizzata in modo sistematico con un ordine logico come se volessimo rispecchiare nella biblioteca lo sviluppo del mondo come lo conosciamo fino ad oggi. La filosofia dove viene inserita? La filosofia va alla fine perché è il mondo di domani, è una disciplina che sulla base delle conoscenze del mondo ci dà una prospettiva, un orientamento e lo fa come sistema perché essa mette insieme le varie scienze, cerca di comprenderne i principi fondamentali. Sulla base della filosofia, dell’amore per il sapere, amiamo quei libri ma non perché è un sapere fine a se stesso, bensì perché ci offre un orientamento, a noi come individui (etica) e alla nostra società (politica).

Allora come può un fatto drammatico, quale quello di bambini che muoiono nel Mediterraneo, non trovare una soluzione nella nostra società? E come non possiamo scandalizzarci di fronte a tali eventi? La filosofia deve dare un orientamento alla politica e oggi viene spesso vista come un mero esercizio intellettuale, talvolta così difficile da essere riservato solo a pochi specialisti. Invece la filosofia è quanto di più vicino alla vita, quanto di più generale possa esserci. La filosofia è un’illuminazione, una luce, un orientamento per il futuro della persona e della società .

È evidente quindi che la filosofia ha una responsabilità, è quella disciplina che deve guidare la comunità umana. La filosofia aiuta nella ricerca di un orientamento. Non si può vivere però seguendo solo delle regole intellettuali, fare in modo che il principio ispiratore delle proprie azioni sia valido per tutti in qualsiasi tempo, abbia una validità universale eterna non relativa. Marx offre col suo pensiero la prospettiva di una società nuova, un superamento del capitalismo, un progetto rivoluzionario che prevede il riscatto dell’umanità, forse l’ultimo ideale che l’umanità abbia avuto. In Marx c’è una prospettiva politica ma manca un fondamento etico.

In “La scienza della logica” di Hegel è presente quella dialettica che poi Marx riprenderà, la dialettica è la comprensione di uno sviluppo. In Marx ed Engels si ha una concezione materialistica della storia, che è una concezione evolutiva ed è in accordo col sapere delle scienze naturali. Marx, che si basava su Hegel, ha quindi una prospettiva di sviluppo della comunità umana. In Hegel è presenta la dialettica nella sua forma pura, non applicata, come farà poi Marx: la dialettica in sé come dialettica logica. La dialettica non è qualcosa che applichiamo ma qualcosa che siamo, noi siamo dialettici. Hegel nella sua Logica cerca di comprendere la dialettica delle categorie, dell’assoluto, una logica dello sviluppo. Per l’orientamento è molto importante capire in quale direzione va lo sviluppo, dato che tutto è sviluppo, la natura, la storia, la nostra vita e la chiave per la vita è comprenderne la direzione. L’essere l’assoluto, nel quale noi siamo, perché ad esempio facciamo parte di una comunità, di una famiglia, di uno stato, dell’universo, della natura, questo essere è sviluppo. Così anche il mondo nel quale agiamo è in continuo sviluppo. Lo studio della dialettica allora ci aiuta nell’orientamento che non è solo qualcosa che noi ci diamo, ma qualcosa nel quale noi siamo, la realtà stessa ha un proprio orientamento nella quale noi dobbiamo cercare di inserirci. Hegel parla di “grande necessità”, è una catena e noi siamo un piccolo anello dello sviluppo della storia ed è importante come gli altri anelli che la compongono. La dialettica del mondo dove va? Come possiamo noi inserirci oggi? La filosofia come può incidere nella realtà sociale? Con linguaggio kantiano ci dirigiamo verso uno stato mondiale, Kant scrive nel 1795 “Per la pace perpetua”, lo fa con linguaggio intellettuale per sottolineare l’importanza della creazione di uno stato mondiale. Anche secondo Hegel in questa visione kantiana manca qualcosa, non è riuscito a superare l’aspetto intellettuale del “dover essere”. La domanda è: Come ci si arriva a quel dover essere? La ricostruzione di Hegel è più vicina alla storia, la storia si sviluppa in modo da essere un susseguirsi di formazioni sociali nelle quali c’è sempre più libertà; con il progredire della consapevolezza della coscienza degli uomini, della storia della filosofia gli uomini tendono a darsi formazioni che corrispondono di più all’ideale di libertà. La storia è il progresso della libertà, pensiero ripreso anche da Croce che fa parte della concezione idealista. Il mondo della civiltà occidentale è caratterizzato dalla secolarizzazione di matrice illuminista. La storia è anche il costituirsi di comunità statali sempre più grandi perché gli esseri umani vogliono essere una comunità mondiale, c’è una tendenza all’unità. Un orientamento di tipo politico è quello di aiutare la società a raggiungere questo scopo. Lo stato ha precise funzioni: intervenire e aiutare, e la filosofia oggi deve aiutare la comunità umana ad avere un proprio orientamento; è necessario ripensare la filosofia come un’attività che serva a comprendere quali sono i propri scopi nella vita, ripensare le proprie relazioni umane, la propria partecipazione anche politica.

Per non ricadere nell’errore kantiano bisogna guardare alla realtà effettuale e oggi, grazie alla filosofia, almeno nel mondo occidentale ci si è avvicinati all’ideale di uno stato mondiale. Il mondo capitalista ha compreso parzialmente l’Assoluto come soggetto, soggetto individuale, la libertà individuale (il liberalismo), ci sono stati due grandi passi nella realizzazione storica dell’Assoluto (pensiero che attraverso la filosofia è diventato consapevole di se stesso), quello del mondo capitalista e della religione che contiene in sé una parte di razionalità, soltanto che si ferma a livello di rappresentazione.

Andare tutti insieme nella direzione di un superamento dialettico (Aufhebung) delle parzialità, delle verità parziali, verso quella che è una verità totale, assoluta che non schiaccia le altre perché le considera come proprie parti, una giustizia sociale che non schiacci le libertà dell’individuo.

Lo scopo della filosofia oggi: comprendere i limiti delle varie formazioni socio-politiche esistenti le quali spesso vengono in contrasto tra loro e guidarle pian piano verso quello che Hegel chiama lo Stato etico nel quale ogni persona possa realizzare il senso della propria vita.

(Prof.ssa Lucia Gasparini)

Sesto incontro del Seminario di Introduzione Storica alla Filosofia + Terminologia Filosofica Tedesca (TFT)

Circolare 2016/17-6b

Mercoledì 29 marzo avrà luogo il sesto incontro del nostro seminario (Aula B1 di Palazzo Albani, ore 16-19) . Riporto di seguito quanto già scritto nella ‘circolare 6a’ riguardo al tema dell’incontro. Inizieremo, se già pronti, con due contributi:

Lucia Gasparini sintetizzerà il contenuto del quinto incontro.

Federico Agostinelli sta lavorando ad un confronto tra l’edizione Michelet delle Lezioni sulla Storia della Filosofia (traduzione Codignola-Sanna) e quella curata da Jäschke e Garniron (traduzione Bordoli), utilizzando le introduzioni con i criteri editoriali (di Michelet e di Bordoli).  Se sarà già pronto, ascolteremo anche lui.

Poi passeremo alla lettura di brani scelti dalle seguenti pagine delle introduzioni alle hegeliane Lezioni sulla storia della filosofia.

Traduzione Bordoli: p. 3-64
Traduzione Codignola-Sanna:  p. 9-132

Sono molte pagine, ma riguardano lo stesso contenuto, quindi un testo ripete più o meno l’altro. Ciò significa che la lettura dell’uno viene poi chiarita dalla lettura dell’altro.  Vi pregherei di leggere in modo approfondito queste pagine, che sono importantissime per una comprensione del metodo della storia della filosofia. Esse vi saranno poi di grande aiuto quando si tratterà di insegnare tale disciplina (mi riferisco ovviamente agli studenti del corso di filosofia).

Durante la lettura cercate di:

  1. Individuare i concetti fondamentali che Hegel intendeva trasmettere ai propri studenti (dunque non scendete nei particolari, ma cercate di cogliere l’essenziale, che sarà evidentemente presente in entrambi i testi).
  2. Comprendere le eventuali differenze tra le due versioni.
  3. Esprimere un vostro giudizio, anche così, per il momento solo temporaneo, una vostra prima impressione, quale essa sia, sulla concezione hegeliana della storia della filosofia.

Abbiamo già letto insieme alcune pagine dell’introduzione (die Einleitung, die Einführung), quindi ciò dovrebbe facilitare la lettura del testo. Comunque, se dovessero persistere delle difficoltà, con l’aiuto di un buon dizionario filosofico e dello Zingarelli dovreste poterle superare. Ovviamente, mi potete contattare in qualsiasi momento via mail per chiedermi la spiegazione di qualche frase che riteniate importante, pur senza riuscite a comprenderla del tutto.

Fermatevi solo sull’essenziale, la prima cosa nella lettura di un classico è separare l’essenziale, che evidentemente va compreso, dall’inessenziale, sul quale si può sorvolare. Nell’incontro di mercoledì cercheremo insieme di delineare appunto tale ‘nucleo essenziale’ della concezione storico-filosofico hegeliana.

Se riusciremo a camminare così insieme, potremo per la fine di questo mese completare il quadro generale della concezione hegeliana della storia della filosofia, avendo studiato l’introduzione e la conclusione (der Schluss, das Resultat), e in aprile potremo dedicarci alla problematica della nascita della filosofia e quindi del pensiero presocratico, dunque ai primi veri e propri filosofi.

È evidente che non riusciremo a ultimare la storia della filosofia per l’estate, né ci avevo mai pensato, ma continueremo l’anno prossimo con questo programma, che del resto è per voi studenti di filosofia fondamentale. Da settembre in poi vorrei però riprendere anche il seminario generale di ‘introduzione alla filosofia’ (Einführung in die Philosophie), quindi portare avanti due seminari l’anno prossimo, uno storico (continuazione di quello attuale) e uno propriamente filosofico, ma per fare questo ho bisogno della vostra partecipazione attiva. Ne parleremo poi da vicino mercoledì.

(Marco de Angelis)

Quinto incontro del seminario di Introduzione Storica alla Filosofia e Terminologia Filosofica Tedesca (TFT)

Mercoledì 1 marzo (orario solito 16-19; luogo: aula C5 – sala lauree di Palazzo Albani – entrata da Via Timoteo Viti, 10 – attenzione: cambio sede) riprenderà il nostro seminario di filosofia.

Continueremo nella lettura della storia della filosofia di Hegel. Dopo aver letto la conclusione e quindi il senso che Hegel stesso diede alla propria filosofia come ‘il fine’, ma non certo ‘la fine’ della storia della filosofia, rivolgeremo il nostro interesse all’introduzione. In essa il filosofo esprime i principi basilari della propria concezione storico-filosofica. In tal modo capiremo come quella conclusione non sia un atto di autocelebrazione, bensì semplicemente il risultato di un procedimento logico e scientifico di ricostruzione del rapporto immanente di derivazione l’uno dall’altro che lega i vari sistemi filosofici susseguitisi nella storia.

Il testo base è costituito, come nel primo semestre, dalle Lezioni sulla storia della filosofia di Hegel, nell’edizione tedesca come anche nella traduzione italiana. Per l’edizione tedesca porterò io le fotocopie, mentre per quella italiana oltre la traduzione di Roberto Bordoli:

http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858108079,

che si riferisce al quaderno di appunti del corso tenuto a Berlino nel semestre invernale 1825-1826, useremo anche la traduzione della prima edizione tedesca, quella curata dal Michelet, allievo di Hegel, e ‘costruita’ mettendo insieme gli appunti presi dai vari allievi oltre che i vari manoscritti del pensatore. Si tratta della traduzione di Codignola e Sanna, pubblicata diversi anni fa presso la casa editrice La Nuova Italia. Tale opera si trova online ed è scaricabile a partire dal seguente link:

https://unisafilosofiateoreticaonline.wordpress.com/biblioteca/georg-wilhelm-friedrich-hegel/lezioni-sulla-storia-della-filosofia/

Si prega di stampare il primo volume almeno fino alla pagina 132 (l’intera introduzione come anche le varie introduzioni del curatore Michelet e dei traduttori)  e di portarlo a lezione (in alternativa, senza stamparlo, portate direttamente il notebook con il testo in .pdf).

In internet esistono inoltre diverse pubblicazioni serie, che consentono di avvicinarsi alla concezione storico-filosofica di Hegel comodamente da casa propria. Vi segnalo per es. ben tre  recensioni alla traduzione di Bordoli che sono anche una brevissima sintesi del testo hegeliano:

http://www.recensionifilosofiche.it/crono/2009-12/hegel.htm

http://www.sololibri.net/Lezioni-sulla-storia-della.html

http://www.giornaledifilosofia.net/public/filosofiaitaliana/scheda_rec_fi.php?id=155

Digitando in google ‘Hegel storia della filosofia’ o diciture simili troverete elencati centinaia di siti relativi, alcuni anche fatti molto bene.

Anche le voci corrispondenti su wikipedia (Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia ecc.) sono in linea generale fatte bene e consentono un avvicinamento affidabile al suo pensiero.

Ormai internet si sta affermando sempre più come una fonte seria e affidabile per la filosofia. Bisogna ovviamente essere sempre critici, ma anche la lettura dei libri a stampa richiede criticità e non tutto ciò che è stampato solo per questo è di valore. Personalmente ritengo che il futuro sia costituito da internet anche per quanto riguarda la filosofia, ovviamente i libri e le biblioteche non perderanno mai la loro importanza e il loro fascino, ma essere riusciti ad aggirare il problema della  materialità del libro, che richiede spazio, tempo e soldi, ed il poter contenere nel proprio notebook tramite il collegamento a internet centinaia di testi filosofici e migliaia di ulteriori testi di letteratura secondaria, ad essi dedicati, è un punto di partenza per lo studio e la ricerca di enorme aiuto e quindi da non sottovalutare. Oggi una prima fase di qualsiasi ricerca dovrebbe partire sempre da internet e poi, una volta terminata tale ricerca, bisognerebbe sempre pubblicare i propri risultati su internet, al fine di renderli immediatamente fruibili dalla comunità umana globale, saltando i limiti spazio-temporali.

Ci vediamo allora mercoledì!

Marco de Angelis

È finalmente uscito Filosofia per tutti. Manifesto per l’Identità Filosofica del Popolo Europeo!

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Presentazione del libro

Nella storia prima o poi si formano nuovi popoli, i quali, quando diventano coscienti di esser tali, si danno una propria forma di Stato. Tale autocoscienza di un popolo si fonda su valori etici comuni, su di un comune modo di vedere il mondo e la vita e quindi poi anche su di un comune modo di vivere.

Non diversamente sta avvenendo nel processo di unificazione europea. Sotto i nostri occhi sta nascendo, anzi è già nato, un nuovo popolo: il popolo europeo. Esso, al di là delle differenze nazionali, ha un comune modo di vedere il mondo e la vita che si fonda esclusivamente su valori razionali, in una parola sulla filosofia.

Questa disciplina ha accompagnato silenziosamente l’intera storia europea dall’antichità greca fino ad oggi, scandendo con le sue conquiste ideali i vari periodi storici. Alla fine del suo lungo processo storico essa è pervenuta a quegli irrinunciabili valori di razionalità e di libertà che oggi fondano il sentire comune degli Europei. Sì, perché gli Europei esistono, il popolo europeo è uno, seppur diviso anacronisticamente ancora in nazioni, destinate a diventare prima o poi regioni dei nostri futuri ‘Stati Uniti d’Europa’.

Con fiducia, coraggio e tanta, ma proprio tanta fierezza per quel che alla fine in poche migliaia di anni siamo riusciti a costruire, noi pionieri dell’Europa, noi primi cittadini pienamente europei, possiamo e anzi dobbiamo creare il primo Stato veramente filosofico della storia, perché questa è la missione storica dell’Europa. L’economia non potrà mai essere il fondamento di uno Stato, figuriamoci poi di uno Stato giusto, quale solo uno Stato filosofico, ossia veramente razionale e veramente libero, può invece essere.

Sta dunque a noi pionieri della futura autentica Europa, dell’Europa filosofica che farà ben presto dimenticare quella economica, creare questa casa comune del nostro popolo, per realizzare la pace definitiva in Europa e poterla esportare poi nel mondo intero.

Il presente libretto, redatto in un linguaggio semplice e non accademico, intende portare alla coscienza dei cittadini ‘europei’, o almeno di coloro che già si sentono tali, quale debba essere il fondamento filosofico dello ‘Stato europeo’ e quali già siano i valori etici del suo popolo, il ‘popolo europeo’. In esso è delineata una visione del senso del mondo e della vita umana nel mondo del tutto razionale e filosofica. Tale visione ha valore filosofico ovviamente in sé, anche se non messa immediatamente in rapporto col processo politico di unificazione europea e quindi col senso filosofico degli Stati Uniti d’Europa.

Pagina Facebook di guida alla lettura del testo e supporto online alla sua comprensione 

All’indirizzo web https://www.facebook.com/www.filosofiapertutti.it è stata istituita una pagina facebook di guida alla lettura del testo e supporto online alla sua comprensione. Pur se scritto in un linguaggio semplice, usando termini provenienti in buona parte dalla lingua d’uso quotidiano, nondimeno il testo non banalizza nulla e conserva ovviamente il rigore logico e la serietà scientifica che convengono alla materia. Il lettore però non viene lasciato a se stesso. Chiunque può qui chiedere spiegazioni direttamente all’autore sul significato di parole, frasi, periodi, capitoli come anche dell’intera opera. Proprio come avviene a lezione, dove gli studenti con le loro domande, obiezioni e riflessioni non solo aiutano il docente a spiegare la materia, ma si sostengono vicendevolmente nel comprenderla. Ciò attraverso il dialogo, che, sin dai pensatori greci, è stato l’unico metodo veramente valido dell’indagine filosofica.

Considerata la platea praticamente infinita che facebook mette a disposizione, dovrò fare qui una sola restrizione: questa pagina è dedicata solo ed esclusivamente a chi in modo serio e positivo desideri comprendere veramente il testo. Chi invece non abbia questa intenzione e pensi di utilizzare questo spazio per altri scopi, si astenga dal farlo, risparmierà a tutti noi inutili perdite di tempo.

Al contrario, il lettore serio e positivo, ossia veramente interessato all’apprendimento del contenuto del testo, non abbia mai per nessuna ragione il pensiero di non porre domande all’altezza dell’argomento, magari ritenendole troppo ovvie ed addirittura vergognando-sene. Sappia, invece, che sono spesso proprio le domande apparentemente più banali ed ovvie ad essere d’aiuto a tanti altri lettori come anche allo stesso autore, perché al vero piace nascondersi lì dove meno si pensa di trovarlo.

Da ultimo desidero indicare le modalità di acquisto del testo, per chi non lo avesse ancora comprato, come anche altre informazioni pratiche al proposito.

Si può procedere all’acquisto tramite ebay al seguente indirizzo:

http://www.ebay.de/itm/-/182381447659

In questo caso lo si acquista direttamente da Fileuropa. Esso è però anche disponibile su diversi negozi online, come per es.:

Amazon: https://www.amazon.it/Filosofia-Manifesto-lidentit%C3%A0-filosofica-Europeo/dp/8867353535/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1480665578&sr=8-1&keywords=9788867353538

Mondadori: http://www.mondadoristore.it/Filosofia-tutti-10-Marco-De-Angelis/eai978886735353/?sessionToken=rEdHWcRt8tG4rjNlylyWLWZSf6lWeZ5F

LIbellula (l’editore): http://www.libellulaedizioni.com/prodotto/filosofia-per-tutti-1-0-manifesto-per-lidentita-filosofica-del-popolo-europeo/

Ovviamente può essere ordinato anche presso una qualsiasi libreria, basta fornire il seguente numero ISBN: 9788867353538.

Il testo, infine, è disponibile anche come ebook.

Buona lettura, allora, e mi raccomando, non mi lasciate solo, Vi aspetto su facebook!

Dr. Marco de Angelis

Secondo incontro del Seminario di Storia della Filosofia e Terminologia Filosofica Tedesca

Il secondo incontro del Seminario di Storia della Filosofia e Terminologia Filosofica Tedesca (TFT) avrà luogo domani, lunedì 28 novembre, nell’aula 4 della Sede Volponi in Via Saffi 15. Continueremo nella lettura e nel commento (in italiano e tedesco) delle Lezioni sulla Storia della Filosofia di Hegel. Ricordo infine che parte integrante del seminario è anche il Congresso Internazionale di Filosofia (Urbino, Palazzo Battiferri, 30 novembre – 2 dicembre 2016), il cui tema è ’Il pensiero filosofico e la sua storia’.

Nel seminaro porteremo avanti il nostro discorso relativo all’interpretazione hegeliana della storia della filosofia. Ci confronteremo ulteriormente con la distinzione tra arte, religione e filosofia quali modi diversi di autocoscienza dell’Assoluto nello Spirito. La filosofia è il modo più alto perché in essa la forma soggettiva della conoscenza, la ragione, è pienamente adeguata al contenuto oggettivo, che è anche la ragione quale principio metafisico ed ontologico dell’Essere.

Rifletteremo sul concetto di fine (inteso come la fine temporale) e scopo (il fine logico) della storia della filosofia.

Il tutto seguendo fedelmente le pagine hegeliane delle Lezioni sulla Storia della Filosofia e dell’Enciclopedia delle Scienze Filosofiche sia in italiano che in tedesco.

Da mercoledì partirà poi il Congresso Internazionale di Filosofia, che riguarderà ugualmente la tematica della Storia della Filosofia e vi parteciperanno anche docenti tedeschi, con possibilità quindi di ulteriore approfondimento del tedesco filosofico (di più qui www.filosofia-urbino.org).

Una settimana piena, insomma, per la filosofia ad Urbino!

Dr. Marco de Angelis

Riprende l’attività seminariale di Fileuropa ad Urbino!

Il giorno 14 novembre 2016 riprenderà ufficialmente l’attività seminariale di Fileuropa in Italia, precisamente presso l’Università degli Studi di Urbino. Il nostro seminario, che ormai ha nella città marchigiana una tradizione già triennale ed è seguito da un bel gruppo di partecipanti attivi ed estremamente interessati e competenti, quest’anno sarà integrato nel programma del Corso di Laurea in Filosofia della Conoscenza, della Natura e della Società della locale Università.

Ciò va visto come un importante riconoscimento da parte dell’Università verso tale nostra attività, che sta pian piano diventando un importante punto di riferimento filosofico per la cittadinanza urbinate.

Qui si può scaricare la presentazione generale del programma del nuovo Anno Accademico, una presentazione maggiormente dettagliata seguirà su questo sito nei prossimi giorni.

Ecco il link: seminario-tft.

A presto,

Dr. Marco de Angelis

Undicesimo incontro del Seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’ (post del 2 maggio 2016)

 

Il prossimo incontro del seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’ , come stabilito la scorsa volta, avrà luogo mercoledì 4 maggio, dalle 16 alle 19 (l’aula sarà come al solito indicata sulla lavagnetta nell’atrio della sede del DESP, ex-magistero, via Saffi 15).

Con lo scorso incontro abbiamo effettuato il ‘giro di boa’, ossia superato (secondo il principio dell’Aufhebung, ovviamente!) la parte più ‘ostica’ dell’intero percorso, dunque la logica-metafisica, e ci stiamo inoltrando ora nella parte relativa alla Filosofia dello Spirito, quindi alle tematiche più vicine alla nostra vita reale e quotidiana, l’etica, lo Stato, la problematica relativa alle religioni ed anche al loro rapporto con la civiltà laica e così via.

Alla rubrica Seminari 2015/16 troverete a partire da domattina, martedì 3 maggio (non credo di farcela già oggi), il testo ed i file audio relativi all’ultimo incontro del 18 us.

Simposio internazionale sul pensiero di Robert Wallace il 26-27 maggio ad Urbino

Il 26 e 27 maggio avrà luogo ad Urbino un piccolo simposio internazionale sull’interpretazione dell’Idealismo (Platone, Hegel) presentata in questi ultimi anni da Robert Wallace, uno studioso americano di fama internazionale. Le relazioni saranno in italiano o, se in altra lingua, con traduzione in italiano.

Sarà una manifestazione sicuramente di grande interesse filosofico, per cui vi consiglio vivamente di parteciparvi.

Al sito http://www.robert-wallace-in-italy.it/ trovate il programma, per ora provvisorio, ed ogni altra informazioni utile.

Ricordo qui i nostri siti:

http://www.filosofia-urbino.org/ (attività della cattedra e nostra seminariale)
http://www.robert-wallace-in-italy.it/ (Sito del convegno su Wallace)
http://www.fileuropa.it/ (Centro di Filosofia Europea – italiano)
http://www.phileuropa.de/ (Centro di Filosofia Europea – tedesco)

(Dr.Marco de Angelis)

Partenza del seminario parallelo in Germania (post del 15 aprile 2015)

L’altro ieri, mercoledì 13 aprile, è iniziato il seminario parallelo a Lüneburg, Germania. Ci sono stati circa una quindicina di partecipanti, due adulti uditori esterni ed il resto studenti provenienti da vari corsi di laurea.

Tale seminario è inserito nel piano di studi del semestre estivo dell’università (Leuphana Universität), per cui gli studenti alla fine dovranno sostenere un esame sia scritto sia orale sulle tematiche trattate.

Ho presentato un’introduzione generale al mio modo di considerare il pensiero di Kant e di Hegel come attualissimo oggi e fondamentale, se ovviamente rivisto ed attualizzato in modo intelligente e serio, per risolvere i problemi etico-politici fondamentali della società contemporanea.

In particolare mi sono soffermato sull’esigenza che una nuova filosofia, elaborata a partire dal sistema filosofico di Hegel, possa costituire la base filosofica del processo di unificazione europea, attualmente basato solo sull’economia. A tal proposito è stata avanzata e presentata l’ipotesi di lavoro dell’esistenza già di fatto, e destinata anche a crescere, di un ‘popolo europeo’, costituito in primo luogo da tutti coloro che in Europa provengono da genitori di diverse nazionalità, e nel frattempo sono tantissimi, ma anche da coloro che, pur essendo per nascita pienamente di una sola nazionalità, questa gli sta, per così dire, ‘stretta’ e si sentono europei piuttosto che soltanto italiani, tedeschi, francesi ecc. ecc.

Tale discorso è stato poi anche allargato al concetto di ‘cosmopolitismo’, che ha un ruolo fondamentale nel pensiero di Kant, e rappresenta un’estensione concettuale del concetto di ‘europeismo’.

L’essere ‘europei’ o ‘cittadini del mondo’ si fonda sull’assumere la filosofia come guida della propria vita e quindi dare a questa un senso basato sull’etica filosofica e non su quella religiosa. L’etica religiosa è infatti vincolata ad un certo popolo, quindi a precise coordinate spazio-temporali, mentre l’etica filosofica come tale è svincolata da qualsiasi coordinata spazio-temporale e da qualsiasi popolo storicamente esistente. Se essa, infatti, è vera, lo è sempre e dovunque.

Tutti questi concetti verranno poi approfonditi nelle parti relative del discorso di ‘introduzione alla filosofia’, col quale partirò poi mercoledì tra due settimane (il 27 aprile), sviluppando a Lüneburg lo stesso discorso sviluppato ad Urbino. Anche noi infatti perverremo a partire proprio dall’incontro di oggi alla parte etico-politica come conseguenza logica di quanto detto da novembre fino ad oggi.

Questo primo incontro ha avuto un successo che è andato molto al di là delle aspettative, probabilmente il pubblico tedesco non si aspettava da uno straniero una tale presentazione precisa ed attenta di due tra i più grandi pensatori tedeschi, che oggi purtroppo nella stessa Germania vengono spesso sottovalutati oppure vengono studiati soltanto in modo storico, ma che sono invece i baluardi della nostra civiltà democratica. Un motivo in più che conferma il fatto che Kant e Hegel, come del resto tutti i grandi pensatori, sono a dire il vero filosofi europei e non   propriamente tedeschi.

In conclusione sono molto contento ed il sacrificio, che indubbiamente c’è stato, in quanto Lüneburg si trova praticamente quasi sul Mare del Nord, è stato ampiamente ripagato. Ora il progetto FILEUROPA, quindi l’idea di una nuova filosofia per l’Europa proposta nei due paesi chiave della storia europea, l’Italia quale sede del Cattolicesimo e la Germania come sede invece del Protestantesimo, sta prendendo forma e sta diventando ‘reale’ (per usare l’espressione hegeliana, sulla quale ci siamo a lungo soffermati, Wirklichkeit e non Realität).

Così la filosofia da mera riflessione interiore personale diventa serio progetto sociale e politico, certo ancora allo stato iniziale, ma nulla è diventato grande e diffuso nella storia che non sia stato prima piccolo e limitato, dunque appunto ‘allo stato iniziale’.

(Dr. Marco de Angelis)

FILEUROPA sarà presente al Congresso Hegeliano di Bochum!

Hegel-Kongress-plakat_hk2016

Dal 17 al 20 maggio si terrà a Bochum (Germania) il 31° Congresso Internazionale su Hegel.

Per i dettagli si veda qui. L’elenco delle singole relazioni è consultabile qui: Sektionsprogramm Hegel-Kongress 2016 25-01-2016.

Il nostro Centro sarà rappresentato dal Dr. Marco de Angelis, il quale mercoledì 18 dalle 17,15 alle 17,45 terrà la seguente relazione: Erkenne Dich selbst … über den Anderen:
Der absolute Idealismus als Philosophie der Anerkennung und der Liebe (Conosci te stesso … attraverso l’Altro: la filosofia dell’idealismo assoluto come filosofia del riconoscimento e dell’amore).

Qui è scaricabile la sintesi della relazione (in tedesco): Anlage1-InhaltlichesKonzept.

Qui si trova invece un breve estratto della medesima: Anlage2-Abstract.

A breve pubblicheremo su questo sito il testo intero.

 

Inaugurazione del sito del Centro di Filosofia Europea ‘FILEUROPA’

Questo è il sito internet del Centro di Filosofia Europea ‘FILEUROPA’. In tal nome sono contenuti due concetti; Il concetto della ‘filosofia’ e quello di ‘Europa’. Ciò che li accomuna è il fatto che la storia della filosofia dai grandi classici greci fino ai pensatori tedeschi si è sviluppata sul continente europeo, in particolare in un movimento che da va sud-est (Grecia) a nord-ovest (Germania). Ciò vale almeno per la storia della filosofia intesa come disciplina metafisica tradizionale, quindi per quei classici che comunemente vengono ritenuti intramontabili nella storia di questa disciplina.

Naturalmente, occupandosi la filosofia dell’assoluto e, come filosofia morale, dei valori assoluti, essa ha poco a che fare col tempo e con la spazio, anzi proprio nulla. Essa è la disciplina di ciò che, se è vero, lo è sempre indipendentemente da qualsiasi fattore storico.

Nondimeno, pur avendo a che fare con l’assoluto e l’eterno, la filosofia si manifesta nel tempo e quindi in un certo periodo ed in un certo spazio. In questa sue manifestazioni temporali entra in gioco l’Europa. Il continente europeo, a partire circa dal VI secolo prima di Cristo, è stato in effetti il luogo della sua manifestazione. Non è il caso di approfondire la questione, per quale motivo proprio qui e non altrove, quanto piuttosto di capire se ci possa essere o meno un nesso logico relativamente a tale sviluppo della filosofia sul continente europeo. A tal proposito si pongono le seguenti domande: ha la filosofia influenzato in modo sostanziale il decorso storico dell’Europa e dei suoi popoli? Se sì, come? Ed oggi, c’è un qualche rapporto tra questa disciplina ed il difficile processo storico di unificazione europea?

A nostro parere c’è un profondo legame tra storia della filosofia e la formazione dei popoli europei. Tale legame acquista una sua visibilità chiara ed inconfutabile in almeno due momenti storici:

  • il periodo dell’Illuminismo ed i decenni successivi nella parte occidentale dell’Europa (Inghilterra, Francia), che ha visto affermarsi il principio filosofico della libertà individuale;
  • il periodo della rivoluzione comunista ed i decenni successivi nella parte orientale dell’Europa (Russia e paesi limitrofi), che ha visto affermarsi, anche se poi in seguito decadere, il principio filosofico dell’uguaglianza e dello Stato.

Vi è poi un terzo periodo, molto controverso e sicuramente dalle conseguenze umane negative e disastrose, ma che non può essere nascosto ad un’indagine storico-filosofica seria: il periodo del fascismo, che, sviluppatosi nell’asse centrale europeo costituito da Italia e Germania, ha cercato di trovare una sintesi tra individualismo liberale e statalismo comunista, senza peraltro in alcun modo riuscirci.

Quel che accomuna questi 3 periodi storici è il fatto che si sono sviluppati sul territorio europeo ed hanno cercato di impostare lo Stato e quindi l’intera vita etica dei cittadini su principi filosofici e non religiosi, come invece era avvenuto nel periodo precendente. Questo è già un primo importante punto di contatto tra la filosofia e l’Europa: l’Europa è il continente in cui la filosofia si è sviluppata e poi ha edificato Stati filosofici.

Ovviamente anche gli Stati Uniti d’America, si potrebbe obiettare, sono uno Stato a fondamento filosofico. L’obiezione è giusta, ma non tiene conto del fatto che la filosofia illuministica, base della costituzione americana, è stata elaborata in Europa e gli stessi attori, che poi l’hanno realizzata in quel continente, sono stati attori europei, emigrati in quel continente. Dunque gli Stati Uniti d’America vanno considerati come una propaggine del movimento storico-politico europeo, originatosi in Inghilterra e Francia, e non come un movimento storico-filosofico autoctono americano.

È quindi l’Europa il continente dove è nato il modo filosofico di impostare lo Stato, dunque il fatto che lo Stato non si basi su di un’autorità religiosa e divina, ma su di un concetto filosofico, su di una dottrina razionale.

Ora ledottrine razionali finora elaborate ed in parte realizzate non sembrano essere tali da realizzare nel modo migliore il principio fondamentale dello Stato, il suo asse portante: il rapporto tra l’individuo e lo Stato, tra il particolare e l’universale, per esprimerci in termini metafisici.

Nel caso della dottrina illuministica della libertà individuale e del liberismo economico, è sotto gli occhi di tutti a cosa questa abbia portato e cos’altro ancora di negativo ci sarebbe, senza l’opera di contrasto della concezione opposta, quella a sfondo socialista. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ma anche dell’uomo sull’ambiente, è stata la conseguenza più grave di tale concezione. L’industrializzazione ed il capitalismo hanno sì portato crescita economica e benessere, almeno in alcune parti del mondo, ma hanno anche portato enormi catastrofi storiche, quali le due guerre mondiali, ed in linea generale una situazione mondiale basata sulla concorrenza e sul profitto, anziché sulla pacifica collaborazione tra gli Stati. Il capitalismo quindi con la sua filosofia basata sulla libertà individuale, non sembra essere in grado di condurre ad un equilibrato rapporto tra individuo e Stato, in quanto sia il rapporto dell’individuo rispetto alla comunità sia quello dello Stato individuale rispetto alla comunità internazionale degli Stati si fonda sull’egoismo e sul profitto proprio, il che alla fine genera inevitabilmente contrasti, dissidi, guerre.

Dall’altra parte anche il socialismo, almeno come ha preso forma in Unione Sovietica, non è riuscito a creare uno Stato basato su di un rapporto armonioso tra individuo e Stato. Qui è lo Stato che ha preso il sopravvento sull’individuo, schiacciandolo ed imponendogli una serie di restrizioni, che alla fine hanno generato una ribellione ed una reazione degli individui stessi contro lo Stato oppressore.

Ovviamente neanche ai due fascismi, per quanto cercassero di elaborare una nuovo rapporto tra individuo e Stato, è riuscita tale impresa. Essi hanno finito per vedere il senso della vita dell’individuo nel suo sacrificio per lo Stato, il che ha portato ad idolatrare lo Stato ed il Popolo, con conseguenze catastrofiche quali la militarizzazione della vita sociale, il razzismo ecc. Insomma, neanche in questo caso è riuscita l’armonizzazione tra individuo e Stato.

Questi fallimenti evidenti nel tentativo della filosofia di organizzare la vita sul continente europeo hanno condotto a delle tensioni enormi, che poi nel secolo scorso sono sfociate nelle guerre europee, a loro volta trasformatesi poi in guerre mondiali, a dimostrazione del fatto che comunque era sul continente europeo che si giocavano i destini del mondo. Ma tali fallimenti non sono imputabili alla filosofia tout court, la quale sarebbe incapace di fondare lo Stato, in quanto essa alla fine coincide con la ragione umana, quindi ciò equivarrebbe ad affermare che la ragione umana non è in grado di fondare la vita pubblica in modo armonioso, pacifico. Essi sono piuttosto imputabili al fatto che la filosofia e la ragione sono ancora allo stato iniziale, dopo secoli e secoli di fondazione religiosa degli Stati, per cui in questa prima, alla fine breve fase quasi sperimentale, essa ha messo in campo alcuni suoi concetti, alcune sue teorie nell’impostazione del rapporto tra individuo e Stato, che hanno mostrato i propri limiti ed errori, dai quali ora bisogna imparare.

Partendo dal tentativo, fallito, del fascismo di risolvere il problema del riporto tra individuo e Stato, libertà e disciplina, diritto e dovere, il suo errore fondamentale è stato l’averlo voluto fare ponendo come valore assoluto lo Stato (il popolo) rispetto al quale l’individuo doveva sacrificarsi. Nella mediazione tra i due poli, l’individuo del liberalismo e lo Stato del socialismo, il fascismo ha posto l’accento sul secondo, ponendolo come assoluto. E l’errore è stato proprio questo: il valore assoluto dello Stato infatti deve restare sempre l’individuo singolo, che è il termine primo ed ultimo, dal quale partire ed al quale arrivare. Lo Stato non ha un valore in sé, ma solo in quanto poi consente una vita etica ed armoniosa ai suoi membri, altrimenti non ha senso. Il che però non significa assolutamente che l’individuo singolo sia, egoisticamente parlando, la fonte di tutto, al contrario lo Stato, la comunità sono assolutamente imprescindibili e come tali da considerare come valori assoluti, ma solo in quanto essi poi agiscono in funzione degli individui, garantendo loro una vita serena, degna dell’essere umano.

Insomma, il rapporto tra individuo e Stato è molto più complicato di quel che sembri, ma alla fine ha una propria logica. Lo Stato è sicuramente un valore etico, in quanto gli individui devono cooperare al fine di creare una comunità forte, la quale però ha come senso della propria esistenza proprio il singolo, per cui l’amore e la dedizione, che il singolo individuo dona allo Stato, deve assolutamente avere un ritorno sull’individuo stesso, altrimenti non è più legittimato ad esistere. Insomma,a, l’individuo assume lo Stato come dovere etico assoluto, ma soltanto in quanto lo Stato, così rafforzato dall’impegno dei suoi singoli individui, a sua volta assume come dovere etico assoluto il servizio ai cittadini, l’assicurazione di un livello dignitoso di vita per chiunque indipendentemente da razza, religione, sesso ed altri connotati accidentali.

Questo tipo di rapporto dialettico tra individuo e Stato sembra che si sia iniziato a realizzare dopo la seconda guerra mondiale nelle socialdemocrazie del Nord Europa. Certo, sono Stati che ancora si ispirano all’ideale illuministico liberale e quindi al capitalismo, ma hanno assimilato molto la lezione del socialismo, per cui vi è un’ampia gamma di diritti sociali che attutiscono le conseguenze socialmente devastanti della concorrenza capitalistica. Questo modello nordeuropeo sembra riuscire a coniugare bene individuo e Stato, almeno nel modo migliore fino ad oggi sperimentato.

Questo modello potrebbe e dovrebbe essere il punto di partenza per un nuovo modo di impostare lo Stato, nel quale si realizzi quel rapporto dialettico di reciprocità tra i due poli. Il nostro Centro FILEUROPA intende sviluppare a livello di ricerca ed anche di didattica questi spunti di unificazione armoniosa tra individuo Stato, presenti nelle socialdemocrazie nordiche, individuandone i fondamenti filosofici e cercando quindi di elaborare una filosofia politica, la quale possa poi estendere tale regolamentazione armoniosa di quel rapporto all’Europa tutta, appunti ai nascenti Stati Uniti d’Europa. I quali poi a loro volta potrebbero diventare il modello filosofico di uno Stato armonioso valido quindi a livello globale, universale, quindi valido in sé dunque, indipendentemente dallo spazio e dal tempo.

Così torniamo al punto iniziale: nonostante la filosofia non abbia nulla a che fare con le determinazioni spazio-temporali,in quanto essa deve elaborare il vero in sé, che è eterno, nondimeno essa si manifesta nel tempo e nello spazio. La nostra idea, il nostro ideale, è che il vero concetto di Stato, lo Stato filosofico, nel quale libertà, eguaglianza e giustizia devono trovare il proprio armonioso equilibrio, possa essere realizzato negli Stati Uniti d’Europa e che tale missione costituisca il senso storico del popolo europeo.