Programma del Seminario d’Introduzione alla Filosofia 2018/19

INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA
(capire la filosofia per capire la vita)
(Università di Urbino)

A partire dal mese di novembre il Dr. Marco de Angelis, coadiuvato dalla Dott.ssa Lucia Bedini, terrà un  seminario d’introduzione alla filosofia, con lo scopo di familiarizzare gli studenti (e non) con tale disciplina, assolutamente indispensabile nella formazione intellettuale di qualsiasi essere umano, ancor più poi di uno studente, non importa di quale corso di laurea. La filosofia forma, infatti, la mente e insegna a pensare in modo sistematico ed ordinato, a chiarirsi i concetti e comprenderne il senso profondo ed autentico. Essa insegna, insomma, a metter ordine nel proprio pensiero e quindi anche nella propria vita. Ecco alcuni dei concetti che saranno trattati (altri potranno essere aggiunti sulla base delle richieste dei frequentanti):

Cos’è la filosofia? Perché è così importante nella vita?

Cosa significa pensare in modo sistematico ed ordinato e come si pensa in modo sistematico ed ordinato?

Come si prendono appunti? Cosa occorre veramente ricordare? Qual è una buona metodologia di studio e di lettura?

Quali sono i concetti ed i valori fondamentali nella vita e quindi nella filosofia?

Cos’è la verità? Cos’è l’anima? Cos’è l’io ?

Cos’è il bene (e cosa il male)? Cos’è il giusto?

Cos’è la felicità (serenità) e c’è un segreto per essere felici (sereni)?

Cos’è l’amore? Cos’è la famiglia?

Cos’è la società e qual è il concetto di ‘Sociologia’?

Cos’è il lavoro e qual è il concetto di ‘Economia’?

Qual è la forma di Stato adatta a far vivere bene tutta l’umanità? Qual è il concetto di ‘Politica’?

Dove va il mondo attuale? Dove va l’Europa? (per studenti ERASMUS: si parla francese, inglese, tedesco)

Come si spiega e come si supera la differenza tra la civiltà occidentale e le altre?

Qual è il possibile punto d’incontro tra le varie civiltà umane attuali per una pace mondiale duratura?

Si tratta di un seminario permanente, da novembre  a giugno, giunto ormai al quarto anno consecutivo, istituito con l’idea di accompagnare studentesse e studenti durante l’intero percorso universitario ed anche dopo, se desiderato. Il seminario è, infatti, aperto a chiunque ne sia interessato, anche se già inserito nel mondo lavorativo. I temi potranno essere fortemente personalizzati e orientati agli effettivi desideri dei frequentanti. Sono previsti crediti. Gli interessati mandino una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: marco.deangelis@uniurb.it al fine di essere informati sulle date degli incontri (che comunque verranno pubblicate sui nostri siti www.fileuropa.it e www.filosofia-urbino.org).

La prossima lezione, quarta di questo anno accademico, è prevista per lunedì 26 novembre alle 17 nell’Aula D3 di Palazzo Albani. In essa verranno trattati i capitoli 5 e 6 del manuale di filosofia Filosofia per tutti. Manifesto per l’identità filosofica europea.

In contemporanea si svolgerà a Lüneburg in Germania, la lezione del seminario parallelo, sempre sul nostro manuale e sempre sulla stessa lezione, ovviamente in lingua tedesca (visitare il sito www.phileuropa.de per seguire lo sviluppo del seminario a Lüneburg, dove esso è frequentato da circa un centinaio di studenti, divisi in più gruppi,  ogni anno).

Dobbiamo moltiplicare le sedi di Fileuropa se vogliamo avere un giorno il popolo  filosofico europeo e quindi un’Europa fondata sulla filosofia e non sull’economia. Chiunque voglia dedicarsi a quest’opera di diffusione del sapere filosofico essenziale, seguendo il manuale è pregato di contattarci agli indirizzi marco.deangelis@uniurb.it oppure lucia,bedini@uniurb.it).

(Dr. Marco de Angelis; Dott.ssa Lucia Bedini)

27 agosto 2018: 248esimo anniversario della nascita di Hegel

Oggi, 27 agosto 2018, ricorre il 248esimo anniversario della nascita di Giorgio Guglielmo Federico Hegel, il filosofo dell’amore.

Hegel-giovane

Sì, è proprio così! Siamo stati abituati ad abbinare al nome ‘Hegel’ l’immagine di un filosofo severo, dogmatico, chiuso, lontano dalla vita, sicuramente anche importante, ma, diciamolo pure, antipatico e quasi disumano. Uno studio serio del suo pensiero, approfondito nella sua vita sin da giovane, ci rivela invece, come del resto spesso accade (l’apparenza inganna), un altro uomo, prima ancora che un altro filosofo. La decisione di dedicare la mia vita alla sua vita avvenne dopo la lettura della ‘Scienza della Logica’, testo difficilissimo, che mi fulminò sin dalle prime frasi. Avevo vent’anni, ero studente del secondo anno di filosofia a Napoli. Prima di questo testo avevo avuto contatto con Marx, ero uno dei tanti giovani di sinistra del movimento del ’77, e poi, per trovare sostanza filosofica più profonda di quella di Marx, con Kant. Ma neanche il grandissimo Kant mi aveva del tutto soddisfatto. Gli sfuggiva qualcosa ma a me, seppur giovanissimo, non sfuggiva che a Kant sfuggisse qualcosa! Poi grazie all’esame di Filosofia Morale del prof. Masullo arrivò, lei a me non io a lei, la lettura della ‘Scienza della Logica’. Ecco, avevo trovato quel che cercavo. La dottrina delle categorie di Kant, già ben impostata e rigorosamente articolata, tuttavia restava chiaramente soggettiva (il limite della cosa in sé), quindi non perveniva a quel che io allora inconsciamente, oggi consapevolmente, già sapevo: la ragione è nella natura, è qualcosa che le appartiene, quindi non può essere solo soggettiva, solo umana, ci deve essere ragione nel mondo, altrimenti come potremmo averla noi? Per me era ed è ancora evidente che, partendo da una posizione immanente, laica, atea, non si può spiegare lo spirito umano come scintilla di un ente trascendente, Dio, ma solo sulla base della natura. Da ciò deriva che tutto quel che siamo noi in qualche modo ci viene dalla natura. Per il corpo ciò è ampiamente dimostrato oggi dalle scienze naturali, ma per lo spirito, per la mente? La spiegazione la troviamo appunto in quel testo fondamentale di Hegel. La ragione, costituita dalle categorie (quindi essere, divenire, qualità, quantità, sostanza, causa ecc. ecc.), è qualcosa di vivo, di dinamico, di attivo, in una parola di creativo (la dialettica). Noi siamo essere razionali poiché possediamo come nostra essenza quella creatività che è presente dappertutto nell’universo, che in ogni momento produce miliardi di nuovi enti (atomi, molecole, pianeti, stelle, piante, animali, infine anche essere intelligenti) e che la religione attribuisce a Dio. Tale creatività è sì qualcosa di assoluto, ossia presente dappertutto, ma l’ente, di cui la ragione creatrice è l’essenza, non è un Dio trascendente, bensì l’essere umano (su questo pianeta come probabilmente, Giordano Bruno docet, su altri). Ma allora, ed ecco la grande, imperitura conquista hegeliana, Dio è propriamente l’Uomo!!! Ma se Dio è l’Uomo, ogni Uomo, ogni essere spirituale dunque, indipendentemente da sesso,colore della pelle, religione, etnia ecc. ecc. allora è all’Uomo e non a Dio che deve essere diretto tutto il nostro amore, tutta la nostra carica emotiva e sentimentale, è per l’Umanità presente e futura che vale veramente la pena di vivere e di operare! Ecco perché allora Hegel è il filosofo dell’amore!

Questa illuminazione folgorante di quegli anni fu poi da me approfondita e confermata ricostruendo l’intero percorso filosofico del Maestro, sin dal suo primo scritto, quando aveva appena quindici anni, una pagina di diario. Non mi meravigliò allora che da giovane egli avesse dedicato, con profonda ammirazione, tanti anni allo studio del Cristianesimo, scrivendo anche una ‘Vita di Gesù’. La sua logica cela in sé, infatti, tutto questo sfondo di studi religiosi, proprio incentrati sull’ideale dell’amore, che il giovane Hegel aveva individuato come l’essenza del Cristianesimo, assolutamente da salvare in un’epoca, quella illuministica, che ormai aveva posto le basi per la distruzione della religione, per la ‘morte di Dio’, com’egli stesso per primo (non Nietzsche, come erroneamente si crede) si espresse nello scritto del 1802 ‘Fede e Sapere’. Ma se Dio muore, non per questo deve restare il nulla (il nichilismo). La materia non è l’ultimo, non è il fondamento, l’ente supremo e ultimo è la ragione creatrice, il Logos, perché dove c’è materia, ci sarà sempre creatività, e tale creatività sarà formata per necessità dalle categorie, (dunque la materia avrà dappertutto qualità, quantità, causalità, identità ecc. ecc. le varie categorie), e tale Logos (secondo il linguaggio dei primi filosofi greci, in particolare di Eraclito), tale ragione del mondo, prima o poi tramite l’evoluzione (che Hegel capì, seguendo Schelling, ben prima di Darwin) verrà alla luce in un essere libero e cosciente, capace a sua volta di creare, ossia l’Uomo (non importa con quali sembianze corporee, magari diverso dall’Uomo della Terra, ma sicuramente un ente creatore). Insomma, il creatore, il vero creatore, è l’Uomo come risultato finale dello sviluppo del mondo (la causa finale aristotelica). Il senso dello sviluppo del mondo è l’Uomo, lo Spirito, come incarnazione della creatività assoluta presente nell’Universo.

Così Hegel, quando venne il momento di abbandonare gli studi religiosi per passare a quelli filosofici, portò in tale disciplina tutta quella carica di amore, di umanità che lo studio del Cristianesimo e in particolare del messaggio originario di Gesù gli aveva fornito. Pertanto il suo sistema trasuda amore da ogni parte, da ogni concetto, ma lo dobbiamo ‘sentire’ noi, dobbiamo essere noi in grado di capire al di qua dell’apparentemente arido linguaggio della logica il senso umano e profondamente etico ch’esso in sé cela.

Purtroppo questo lavoro di ricostruzione dell’intero percorso evolutivo di Hegel, che produsse veramente tanto nella propria vita pubblicando solo una minima parte di quel che scrisse, lo hanno fatto in pochi, anzi in pochissimi, per cui l’Hegel tramandato è spesso soltanto quello delle opere mature, dell’arida logicità concettuale, ma ciò non per colpa sua, bensì dei suoi maldestri interpreti.

Con la pubblicazione dell’edizione scientifica, finalmente completa e in buona parte anche tradotta in italiano, dell’intero corpus dei suoi scritti, anche di quelli, assolutamente fondamentali, del suo periodo giovanile, si apre però oggi una possibilità del tutto nuova di capire questo pensatore che sicuramente è alla base non solo della nostra età, ma dei secoli a venire. Come, infatti, Aristotele col proprio sistema sintetizzò i risultati del pensiero greco precedente, fornendo per secoli all’umanità un sistema filosofico di riferimento, così il sistema filosofico che sintetizza i risultati della filosofia moderna dal Rinascimento in poi è quello di Hegel. Fino a oggi, proprio per la sottovalutazione dei suoi scritti giovanili, non si è riusciti a capire l’immensità della sua opera nel fornire all’umanità, anche secondo il progetto kantiano del 1793, che Hegel prese a cuore e realizzò, una ‘religione razionale’, ossia una filosofia basata sull’amore e quindi in grado prima di affiancare, in futuro anche di sostituire le religioni nell’orientamento etico dell’umanità verso valori di libertà e socialità.

La situazione degli studi su Hegel è cambiata e si sta andando progressivamente verso una più profonda e fedele conoscenza del pensiero di questa immensa mente, capace di portare a sintesi l’intero sapere della modernità, non in modo puramente e solamente scientifico, ma anche secondo l’ottica dell’amore. Grazie, Maestro, per quest’opera immensa di cui sei stato capace e che ci hai voluto regalare!

http://www.filosofico.net/Antolog…/AntologiaH/hegel88mbs.htm

Marco de Angelis

 

Incontro di febbraio del seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’

Il prossimo incontro del seminario di ‘Introduzione alla filosofia’ e ‘Terminologia Filosofica Tedesca’ avrà luogo giovedì 15 febbraio alle 16 .

La prima parte dell’incontro sarà dedicata all’esposizione di alcune idee sui cui lavoro attualmente.. Nella seconda parte proseguiremo invece la lettura dei Frammenti dei Presocratici, ultimandoli. Ci soffermeremo in particolare su Parmenide. Come sempre, condurremo tale lettura seguendo anche la ricostruzione datane da Hegel nelle Lezioni sulla storia della filosofia (in italiano e nell’originale tedesco).

La mattina di venerdì 16, dalle 9 alle 12, continueremo la lettura della Scienza della Logica di Hegel (parte iniziale relativa alla Dottrina dell’Essere).

(Marco de Angelis)

Prossimo incontro del seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’

Il prossimo incontro del seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’ e ‘Terminologia Filosofica Tedesca’ avrà luogo il lunedì prossimo 18 dicembre nell’aula D3 di Palazzo Albani.

Di mattina, dalle 9 alle 12, continueremo la lettura della Scienza della Logica di Hegel (parte iniziale relativa alla Dottrina dell’Essere).

Di pomeriggio, dalle 16 alle 19, proseguiremo invece la lettura dei Frammenti dei Presocratici, ultimandoli. Ci soffermeremo in particolare su Parmenide. Come sempre, accompagneremo tale lettura seguendo anche la ricostruzione datane da Hegel nelle Lezioni sulla storia della filosofia (in italiano e nell’originale tedesco).

Portare quindi questi testi.

(Marco de Angelis)

Intensa giornata ‘dialettica’ a Urbino (post del 22-11-2017)

Intensa giornata dedicata alla dialettica, il 20 novembre 2017 all’Università di Urbino Il gruppo! FILEUROPA si è riunito dapprima di mattina per affrontare a mente fresca il testo sicuramente più difficile, ma anche più importante dell’intera tradizione filosofica: la Scienza della Logica di Hegel.

In esso il pensatore tedesco, pertanto a compimento il discorso kantiano della ‘ragion pura’, espone le categorie secondo un nuovissimo metodo, oggettivo e non soggettivo, poiché basantesi sulla logica immanente alle categorie stesse: la dialettica.

La dialettica ha avuto poi una fortuna storica immensa, si pensi per es. alla concezione marxiana della lotta di classe che si fonda appunto su tale teoria degli opposti, l’ossatura portante della dialettica.

Ma la dialettica non è solo il modo in cui agiscono e ‘vivono’ le categorie che costituiscono la struttura del nostro pensiero (causalità, necessità, possibilità, qualità, quantità, finito, infinito ecc. ). Esse sono tutti concetti puri, che poi noi esseri umani applichiamo a qualsiasi esperienza, a tutto ciò che costituisce l’oggetto del nostro pensiero. Non possiamo pensare che così, non abbiamo alternativa, noi siamo tale apparato categoriale puro. Ma le categorie, e qui risiede poi la differenza fondamentale tra Kant e Hegel ed il passo avanti che il secondo alla filosofia rispetto al primo, costituiscono anche la struttura stessa del reale, della Wirklichkeit, in quanto le cause sono oggettive,  la qualità è oggettiva, la quantità ovviamente anche e così via.

Quindi, colui o colei che studi la logica dialettica ed impari quindi a pensare in modo dialettico, si mette nelle condizioni di comprendere la vera struttura del reale, la logica del reale. Per questo motivo la Scienza della Logica di Hegel è assolutamente il testo fondamentale della filosofia, chi non lo abbia letto o capito o non sia stato istruito da un filosofo dialettico, avrà per tutta la vita difficoltà a comprendere la realtà, essendo questa appunto logica, razionale, dialettica, dunque divenire ma strutturato in modo logico.

Quali sono i principi fondamentali della dialettica? La prima triade essere-nulla-divenire, cui ci siamo dedicati in questa mattinata di studio oltre alla tematica relativa al problema del cominciamento, rivela che il primo principio, quello assolutamente fondamentale, è il divenire, lo sviluppo. Il nostro pensiero non è qualcosa di statico, ma di dinamico, si sviluppa, diviene. Ma così anche la realtà, essendo logica e ‘pensiero oggettivo’, non è statica,  ma dinamica, proprio come c’insegnano oggi le scienze sia naturali sia dello spirito, con le quali il sistema filosofico di Hegel, grande conoscitore delle scienze, è in totale accordo.

Il secondo principio è quello della negatività, ossia il divenire avviene tramite opposizioni, proprio per questo c’è dinamicità perché una qualsiasi affermazione nega il proprio opposto e tende quindi in qualche modo a superarlo, così entra in gioco il movimento, la dinamicità. Per es.: ora sono qui sazio, mi sento bene, ma pian piano si farà sentire la fame, la sete e, se non le soddisfo, muoio. Così il mio sentirmi bene, sazio e contento (affermazione) in realtà contiene in sé già la morte, la fine, dunque la negazione, se non mi muovo, mi alzo e mangio o bevo oppure lavoro per procurarmi degli alimenti.

Dunque uno stato di quiete, quale esso sia, che chiamiamo affermazione, contiene già in sé il proprio contrario, il negativo, ed il suo superamento costituisce la dinamica della vita, la dialettica, il movimento, lo sviluppo. La quiete insomma è sempre solo apparente, perché in essa già agisce il negativo, il suo opposto.

Abbiamo poi trattato di altri principi fondamentali (Aufhebung o ‘superare conservando’, creatività ecc. ) tutti costituenti la struttura portante dell’essere, dell’universo, della vita. Il file audio, che è a disposizione di chiunque ne fosse interessato, consente appunto di seguire anche nei particolari la giornata di studio.

Tutto è dialettica, dunque, il nostro pensiero come tutto ciò che esiste, capire la dialettica è allora fondamentale per capire l’esistente. La prossima volta andremo avanti con le altre categorie, in particolare approfondiremo l’esser determinato o esserci (Dasein).

L’incontro pomeridiano, continuando il percorso storico-filosofico intrapreso l’anno scorso, è stato dedicato ad Eraclito, non a caso il fondatore della dialettica. Hegel scrive, infatti, nelle proprie Lezioni sulla storia della filosofia che non c’è pensiero di Eraclito ch’egli non abbia ripreso nella propria filosofia.

Abbiamo letto gran parte dei frammenti rimastici del grande filosofo greco, che con la sua teoria del logos ha gettato le basi non solo della filosofia, ma anche della scienza moderna. La conoscenza è, infatti, possibile soltanto se presupponiamo un logos delle cose, una ragione delle cose, una causalità quale essa sia, perché se invece quel che accade non avesse delle cause, come faremmo mai a capirlo e conoscerlo?

La lettura di tali frammenti è stata non solo filosoficamente profonda, ma anche a volte spiritosa, perché Eraclito aveva un modo di scrivere simpatico e poi ci ha permesso di fare un ‘saltino’ alle origini della filosofia (e dell’Europa) circa 2500 anni fa, quando non si era accademici e compassati come oggi e quindi non ci si risparmiava nel criticare anche in modo piuttosto pungente gli altri filosofi.

Così abbiamo appreso dai suoi frammenti che per Eraclito Pitagora era ‘il capo degli ingannatori’,  cosa che ovviamente stimola il nostro interesse a capirne il motivo, per cui nel prossimo incontro, che avverrà presumibilmente lunedì 18 dicembre, per prima cosa leggeremo quel poco che è rimasto di o su Pitagora e cercheremo di rispondere alla domanda, del perché costui fosse ritenuto un ingannatore dal primo grande filosofo dialettico della storia.

… e si riparte … Riprende dopo la pausa estiva il seminario di Terminologia Filosofica Tedesca e Filosofia Europea

Il prossimo lunedì 30 ottobre dalle 16 alle 19 nell’aula C5 di Palazzo Albani riprende il seminario di Terminologia Filosofica Tedesca organizzato da Fileuropa.

Il programma di massima per lunedì è il seguente:

16-17: discussione sulle modalità del seminario in questo nuovo anno accademico, ognuno può fare proposte ed esprimere eventuali critiche.

17-18: cont. da parte mia del programma di storia della filosofia, sempre seguendo il testo di Hegel ed i testi originali dei filosofi. I prossimi filosofi che tratteremo sono Pitagora, Parmenide ed Eraclito.

18-19: contributo di Federico Agostinelli, che parlerà di un testo, da lui appena recensito, sulla filosofia e l’Europa (Europa al plurale. Filosofia e politica per l’unità d’Europa di Renato CristinSandro Fontana).

L’intervento di Federico inaugura una serie di relazioni da parte dei partecipanti relative a testi che trattano la tematica del rapporto tra la filosofia ed il processo di unificazione europea. Questo è anche il tema della mia tesi di abilitazione a Lüneburg e potrebbe diventare il tema di un dottorato sempre a Lüneburg per qualche studente di Urbino.

Pertanto nell’anno accademico 2017/18 procederemo lungo due direttrici: storia della filosofia (cont. dell’anno scorso, relazioni mie) e filosofia dell’Europa (relazioni dei partecipanti).

A lunedì!

Marco de Angelis

PS. I testi per la parte storico-filosofica sono quelli usati già prima dell’estate.  Raccomando come sempre di portare il notebook o altro strumento equivalente oppure in alternativa i testi stampati (dei presocratici basta un testo dei due)

… ed anche il terzo anno del nostro seminario volge ora alla sua conclusione…

Domani, mercoledì 12 dalle 16 alle 19, avrà luogo l’ultimo incontro del nostro seminario per questo anno accademico 2016/17. È stato sicuramente un anno di transizione tra i primi due, in cui ‘siamo andati al massimo’, incontrandoci più volte al mese, ed il futuro , in cui probabilmente c’incontreremo non più di una volta al mese con me, ma forse due volte al mese con il supporto di qualche ‘volontario’ .

Nel corso di quest’ultimo anno ci sono state ‘new entries’ tra i partecipanti, grazie all’inserimento del seminario nel piano di studi del corso di laurea in filosofia ed alle amicizie personali.

Il gruppo così è cresciuto, pur non avendo fatto io alcuna pubblicità come negli anni passati, assumendo una propria precisa fisionomia. Dobbiamo pertanto riflettere insieme su come portare avanti il progetto, anche in considerazione di alcuni sviluppi positivi del progetto parallelo in Germania, di cui vi parlerò.

Dal punto di vista propriamente filosofico, rifletteremo insieme ancora su qualche frammento dei Presocratici. Li trovate al seguente indirizzo web (non so se sia completo, ma ho visto che ci sono tutti i frammenti che vorrei leggere).  Vi  prego di portare il testo in versione digitale o a stampa.

http://www.liceofranchetti.it/insegnanti/materiali/sacchetto/presocratici.pdf.

Il testo di Hegel è come sempre il vol. I delle Lezioni sulla storia della filosofia, che già vi ho inviato (indirizzo web: https://iridediluceluxury.files.wordpress.com/2014/01/hegel-lezioni-sulla-storia-della-filosofia-1.pdf).

Avremo quindi tanto materiale da leggere e commentare insieme. Poi verso le 19 andremo a mangiare una pizza insieme.

A domani allora!

Marco de Angelis

 

 

 

 

 

Sintesi del settimo incontro del seminario di Storia della Filosofia e Terminologia Filosofica Tedesca (17 maggio 2017)

Poste nell’introduzione le premesse sul concetto della storia della filosofia, Hegel passa ad individuare il momento iniziale di tale sviluppo. Anzitutto egli fa un paragone molto interessante tra la cultura orientale e quella occidentale e rinviene nella Grecia classica tale inizio. Vediamo come il filosofo argomenti tale sua concezione, quale sia dunque la sua Begründung.

Le filosofie-religioni orientali sono caratterizzate dall’avere una visione della realtà come un tutto unico, un’unità di natura e uomo. Rispetto a tale visione l’uomo, per raggiungere armonia, serenità, felicità, deve quasi scomparire, deve cercare di evitare di farsi travolgere dagli eventi che contraddistinguono la totalità, di mantenere una sua armonia interiore, di non lasciarsi prendere da desideri, passioni e tutto ciò che contraddistingue la vita, che è della totalità e non nostra. In tale atteggiamento quasi di fuga dal mondo, che per Hegel rappresenta il concetto fondamentale del pensiero orientale, manca del tutto la comprensione della potenza dello spirito, della forza interiore creatrice dell’essere umano, della sua libertà soggettiva rispetto all’oggetto-mondo, in cui esso vive.

(Lettura di vari passi dalle due edizioni, Suhrkamp – trad. Codignola-Sanna – e Meiner – trad. Bordoli)

Il mondo greco invece si contraddistingue proprio per la scoperta della soggettività dell’uomo, della sua spiritualità. È nella Grecia classica intorno al VI secolo a.C. che insomma per Hegel compare la vera e propria autocoscienza umana, non solo quindi la coscienza della totalità esterna, dell’involucro in cui viviamo, ma del nostro interno, di quel che siamo in noi stessi, nel nostro intimo, dunque del pensiero e della specificità di tale pensiero come autocoscienza rispetto all’essere esterno, oggettivo, privo di autocoscienza (oggi potremmo parlare della ‘dignità dell’uomo’, Menschenwürde).

(Collegamento al concetti di autocoscienza finita ed infinita, loro lotta nella conclusione delle lezioni, ed. Suhrkamp).

Problematica dell’Inizio della filosofia

Esso si ha con Talete. Dopo aver presentato una partizione del pensiero greco (p. 183 ed. Suhrkamp, tr. Codignola-Sanna) e aver fatto un’interessante distinzione tra i filosofi greci dell’Asia Minore, più vicini all’oggettivismo orientale, e quelli della Magna Grecia, più soggettivisti e quindi più vicini al concetto della filosofia come tale – p. 188-189 dello stesso testo (da qui traspare quasi l’idea che il vero e proprio inizio della filosofia sia da porre nell’Italia meridionale, visione questa da approfondire), Hegel passa a parlare della filosofia degli Ioni, ossia dei Greci dell’Asia Minore, iniziando appunto da Talete.

Il punto fondamentale che Hegel mette a risalto in Talete è il fatto che egli abbia ricercato un fondamento di tutto, un principio comune a tutte le cose, trovandolo nell’acqua intesa come umidità. L’acqua è qualcosa di sensibile ma anche di non sensibile come si esprime Hegel (…ein unsinnliches Sinnliches),  di sensibile perché la cogliamo con i sensi, ma di non sensibile perché la concepiamo come essente dovunque, anche senza presenza di percezione attuale, come un qualcosa di universale e non solo di individuale qui e ora.

(Lettura di qualche passo, poi quello finale a p. 205 Codignola-Sanna).

Talete viene accomunato da Hegel ai pensatori Ioni, ossia a coloro che in buona parte hanno posto come principio primo qualcosa di oggettivo, esterno, materiale, sensibile (lettura del passo corrispondente). (Questione filosofica: Anassimandro concepisce un principio materiale? Lettura del frammento 12 B 1 sull’apeiron).

“έξ ών δέ ή γένεσίς έστι τοίς οΰσι, καί τήν φδοράν είς ταύτα γίνεσθαι κατά τo χρεών • διδόναι γάρ αύτά δίκην καί τίσiν άλλήλοις τής άδικίας κατά τήν τού χρόνου τάξιν.”

“Ciò da cui proviene la generazione delle cose che sono, peraltro, è ciò verso cui si sviluppa anche la rovina, secondo necessità: le cose che sono, infatti, pagano l’una all’altra la pena e l’e­spiazione dell’ingiustizia, secondo l’ordine del tempo.”

(Anassimandro [in Simplicio], fr. 12 B 1)

Fonte internet:

http://www.vitellaro.it/silvio/storia%20e%20filosofia/Presocratici/FRAMMENTI%20DI%20ANASSIMANDRO.doc 

(Contiene altre possibili tradizioni nonché diverse interpretazioni del frammento)

(Il sito www.vitellaro.it contiene una serie di testi di filosofia e di approfondimenti utilissimi per ‘insegnamento scolastico di tale materia).

Il gruppo dei primi filosofi italici invece è contraddistinto dall’individuare l’archè in qualcosa d’intellettuale, interiore, soggettivo. Il principale pensatore è Parmenide, per il quale Essere e Pensiero coincidono (I suoi frammenti saranno letti nell’ottavo incontro).

Dunque, nei pensatori italici si ha per Hegel il vero e proprio svelamento all’essere umano della soggettività come fonte della verità.

(Dr. Marco de Angelis)

 

 

 

Sintesi del sesto incontro del seminario di Storia della Filosofia e Terminologia Filosofica Tedesca (29 marzo 2017)

La filosofia è il pensiero che comprende l’assoluto. Esso è il pensiero stesso come presente nell’uomo e contemporaneamente essenza della realtà, ragione oggettiva che agisce nel mondo, logica oggettiva prima che soggettiva, categorie metafisiche prima che logiche.

L’acquisizione di tale conoscenza tramite scienza speculativa, la logica-metafisica, segna la fine della lotta tra l’autocoscienza finita, l’uomo, e quella infinita, Dio. La filosofia di Hegel, che contiene tale conoscenza, segna pertanto il raggiungimento del fine ma non della fine, della storia della filosofia, il compimento dell’illuminismo, il superamento definitivo sia della religione, in cui prevale l’autocoscienza infinita, sia dell’ateismo, in cui prevale invece l’autocoscienza finita. È la nuova religione razionale, unità di filosofia e religione, che Kant aveva concepito nel 1793 ed il giovane Hegel aveva recepito negli scritti giovanili.

Tutto ciò è contenuto nel capitolo finale delle lezioni sulla storia della filosofia.

L’introduzione a tali lezioni è anche fondamentale poiché chiarisce il modo in cui vada intesa e quindi esposta tale disciplina. Giacché essa consiste nel progressivo, lento svelamento al pensiero umano finito del suo valore di essere pensiero assoluto infinito, il suo percorso è svolgimento, sviluppo. Tale svolgimento è contraddistinto dal ritmo dell’Aufhebung, dal superare conservando, cosicché nell’ultima filosofia sono contenute tutte le precedenti. La storia della filosofia non è allora una galleria, in cui i vari pensatori si trovino casualmente l’uno accanto all’altro, quanto piuttosto una catena, in cui ogni pensatore è un anello agganciato al precedente, che egli presuppone.

La fondazione di ciò, la sua spiegazione non è ovviamente legata alla persona Hegel, ma oggettiva, indipendente dal filosofo: è il rapporto logico che lega le categorie del pensiero. Tale rapporto è dimostrato nelle Scienza della Logica. Questa opera contiene l’esposizione che le categorie stesse si danno, in quanto dall’una deriva l’altra secondo il principio della negazione prima e della negazione seconda: così di categoria in categoria si sviluppa secondo una propria logica immanente il tessuto categoriale del pensiero.

La Scienza della Logica, dunque la successione delle categorie, è la struttura portante della Storia della Filosofia. I filosofi non sono altro, infatti, che gli scopritori (i rivelatori, gli svelatori, i disvelatori) delle varie categorie, il cui processo di svelamento costituisce l’autocoscienza dell’essere umano.

Noi oggi presupponiamo tale lavoro compiuto prima di noi e lo studio della storia della filosofia altro non è che il ripercorrere tale cammino già percorso da chi ci ha preceduti per pervenire allo stadio attuale di autoconsapevolezza. Dunque, a noi sembra che nello studio della storia della filosofia abbiamo a che fare con qualcosa di esterno, di oggettivo, i personaggi storici che indichiamo come filosofi, in realtà però studiando il loro pensiero ci appropriamo del sapere dello spirito, quindi anche nostro, in quello stadio di sviluppo e corrispondente a quella determinata categoria logica.

In tal modo conoscenza dell’assoluto (logica-metafisica) e conoscenza dell’autocoscienza dell’assoluto (storia della filosofia) fondamentalmente coincidono. Quest’assunto hegeliano è importantissimo, poiché conferisce alla storia della filosofia e alla filosofia stessa un valore oggettivo e la dignità di scienza. Essa è, infatti, la vera scienza, quella che riguarda la conoscenza della verità suprema, dell’assoluto, e che viene presupposta da tutte le altre scienze, sia naturali, sia spirituali, come anche dall’etica.

Ciò deve essere oggetto di ricerca e verifica approfondite, perché non è chiaro se Hegel sia stato o non in grado di esporre in modo compiuto tale parallelismo e se tale parallelismo esista veramente proprio nello stesso ordine presentato dal filosofo. È una ricerca insomma da fare, ma resta la grande intuizione di Hegel, l’unico ad aver dato un fondamento scientifico alla storia della filosofia, sottraendola all’arbitrio individuale.

Tale concezione della storia della filosofia si trova nell’introduzione alle lezioni, al cui studio abbiamo dedicato il sesto incontro del nostro seminario.

(prof. Marco de Angelis)

 

Sintesi del quinto incontro

(Pubblichiamo di seguito la sintesi – ad opera della prof.ssa Lucia Gasparini – della lezione tenuta dal prof. Marco de Angelis nella prima parte del quinto incontro del seminario urbinate relativo alle hegeliane Lezioni sulla Storia della Filosofia. Tale incontro ha avuto luogo il 1º marzo di quest’anno. Ringraziamo la collega per l’ottimo lavoro svolto).

Sintesi

Il seminario incomincia con la presentazione di un quesito: “Qual è oggi lo scopo della filosofia?”. Il professore De Angelis parte da una sua esperienza personale; durante il convegno ad  Urbino ha tenuto una relazione sul fine e la fine della filosofia, gioco di parole: in tedesco sono due parole diverse (Zweck,m.; Ende,f.) invece in italiano no, il fine e la fine, cambia solo il genere. Con Hegel la filosofia raggiunge il proprio scopo, il proprio senso, l’Assoluto che si conosce, l’Assoluto inteso come pensiero dell’essere umano, categorie che però non sono solo in noi, categorie come essere, sostanze con le quali interpretiamo il mondo. In qualche modo queste categorie devono essere anche nel mondo altrimenti non riusciremmo a capire la realtà, sono oggettive e soggettive, sono assolute, sono ovunque. L’Assoluto ha nell’essere umano l’autocoscienza, diventa consapevole di sé nell’essere umano, ciò è la filosofia. La filosofia non è altro che questo pensiero oggettivo (così lo definisce Hegel), un pensare oggettivo, quando non ci lasciamo prendere dalla nostra soggettività e facciamo scienza seguendo la logica. Differenza tra pensiero oggettivo e soggettivo, differenza tra episteme e doxa, la doxa è l’opinione, l’episteme è un sapere oggettivo. L’assoluto che diventa consapevole di sé in modo pieno, completo in “La scienza della logica” di Hegel, durante l’Illuminismo, periodo in un cui si capisce che nulla può essere accettato come tale se non superi l’esame del “tribunale della ragione” (Kant, “La Ragion Pura”). Il Sistema hegeliano è profondamente illuminista anche se Hegel supera l’Illuminismo per tanti aspetti ma certamente appartiene a quel periodo. Sono quasi contemporanei Kant, Fichte, Schelling, Hegel.

L’Assoluto diventa consapevole di sé, con la “Scienza della logica” si è raggiunto il fine della filosofia, cioè si comprende l’Assoluto, ma non la fine nel senso che la filosofia va avanti, quindi un fine logico ma non la fine temporale che consisterà nel capire bene questo, nell’insegnarlo alle prossime generazioni per realizzare quella che Hegel definisce l’”Eticità assoluta” ( cioè un mondo morale: valori assoluti fondati sulla ragione che corrispondono anche ai valori religiosi, la famiglia, il lavoro, lo Stato inteso come la comunità, vivere per gli altri). Ricordiamo che il giovane Hegel ha studiato la vita di Gesù, è partito dal cristianesimo, dall’amore. Tutto ciò si ricollega al fatto che la filosofia è qualcosa di attuale, si occupa del nostro vivere di oggi, dei problemi di oggi, la filosofia deve aiutare l’essere umano a superare i problemi attuali.

Un esempio di problemi attuali è la tragedia dei bambini che muoiono nel Mediterraneo, accenno fatto dal professore nella relazione del convegno ed è stato criticato proprio per avere inserito questo riferimento all’attualità, ritenuto da taluni fuori luogo in un contesto accademico. La domanda allora è: “La filosofia non dovrebbe interessarsi di un problema quale quello di bambini innocenti che muoiono?” “Questo non è un problema filosofico, non è forse un problema della nostra saggezza?”.  La filosofia dovrebbe proprio mettere al centro tali questioni, poi chiaramente si eleva all’Assoluto, ma anche i grandi come Kant, Hegel si elevano al sapere assoluto partendo sempre dai “bisogni” più elementari degli uomini, tanto è vero che c’è sempre la parte etica, morale. Certo che per arrivare alla fondazione, al fondamento,  Begründung – Grund (in tedesco), dal fatto storico bisogna elevarsi per trovare il principio, ma poi si torna sempre al fatto storico. È necessario rendere la filosofia vivente, non ridurla a un mero gioco intellettuale, senza presa sulla realtà; la filosofia non è questo. Bisogna interrogarsi su cosa sia la filosofia. Da dove nasce? Dal desiderio di conoscere, dallo stupore, dalla curiosità dell’essere umano, è l’amore del sapere, quello della filosofia non è soltanto un sapere teoretico, ma anche etico, che riguarda la saggezza, il modo di vivere degli esseri umani. Quindi quando i greci parlavano di filosofia non intendevano soltanto qualcosa che avesse carattere contemplativo ma anche una guida alla vita. Quando Socrate afferma “so di non sapere” non si vanta dell’ignoranza ma intende che il sapere è importante, ma non è il fine; il fine è che queste idee, questo sapere ci guidi in una vita saggia, equilibrata che porti armonia alla persona e alla comunità. Questo è l’ideale greco della filosofia, poi essa diventerà una disciplina accademica ma tutto ciò non appartiene all’essenza della filosofia. In questo assomiglia alla religione; la differenza è che la religione ha sempre un dogma che è fede e non si può indagare ulteriormente mentre nella filosofia s’indaga tutto, anche il principio primo. Però anche la filosofia come la religione tende a dare un orientamento che riguarda il futuro, possedere una prospettiva.

Ora proprio sull’orientamento, esempio della biblioteca che contiene tutti i libri del sapere, libri di matematica che è scienza a fondamento di tutto, la fisica, la chimica, la biologia, la psicologia, la sociologia….una biblioteca organizzata in modo sistematico con un ordine logico come se volessimo rispecchiare nella biblioteca lo sviluppo del mondo come lo conosciamo fino ad oggi. La filosofia dove viene inserita? La filosofia va alla fine perché è il mondo di domani, è una disciplina che sulla base delle conoscenze del mondo ci dà una prospettiva, un orientamento e lo fa come sistema perché essa mette insieme le varie scienze, cerca di comprenderne i principi fondamentali. Sulla base della filosofia, dell’amore per il sapere, amiamo quei libri ma non perché è un sapere fine a se stesso, bensì perché ci offre un orientamento, a noi come individui (etica) e alla nostra società (politica).

Allora come può un fatto drammatico, quale quello di bambini che muoiono nel Mediterraneo, non trovare una soluzione nella nostra società? E come non possiamo scandalizzarci di fronte a tali eventi? La filosofia deve dare un orientamento alla politica e oggi viene spesso vista come un mero esercizio intellettuale, talvolta così difficile da essere riservato solo a pochi specialisti. Invece la filosofia è quanto di più vicino alla vita, quanto di più generale possa esserci. La filosofia è un’illuminazione, una luce, un orientamento per il futuro della persona e della società .

È evidente quindi che la filosofia ha una responsabilità, è quella disciplina che deve guidare la comunità umana. La filosofia aiuta nella ricerca di un orientamento. Non si può vivere però seguendo solo delle regole intellettuali, fare in modo che il principio ispiratore delle proprie azioni sia valido per tutti in qualsiasi tempo, abbia una validità universale eterna non relativa. Marx offre col suo pensiero la prospettiva di una società nuova, un superamento del capitalismo, un progetto rivoluzionario che prevede il riscatto dell’umanità, forse l’ultimo ideale che l’umanità abbia avuto. In Marx c’è una prospettiva politica ma manca un fondamento etico.

In “La scienza della logica” di Hegel è presente quella dialettica che poi Marx riprenderà, la dialettica è la comprensione di uno sviluppo. In Marx ed Engels si ha una concezione materialistica della storia, che è una concezione evolutiva ed è in accordo col sapere delle scienze naturali. Marx, che si basava su Hegel, ha quindi una prospettiva di sviluppo della comunità umana. In Hegel è presenta la dialettica nella sua forma pura, non applicata, come farà poi Marx: la dialettica in sé come dialettica logica. La dialettica non è qualcosa che applichiamo ma qualcosa che siamo, noi siamo dialettici. Hegel nella sua Logica cerca di comprendere la dialettica delle categorie, dell’assoluto, una logica dello sviluppo. Per l’orientamento è molto importante capire in quale direzione va lo sviluppo, dato che tutto è sviluppo, la natura, la storia, la nostra vita e la chiave per la vita è comprenderne la direzione. L’essere l’assoluto, nel quale noi siamo, perché ad esempio facciamo parte di una comunità, di una famiglia, di uno stato, dell’universo, della natura, questo essere è sviluppo. Così anche il mondo nel quale agiamo è in continuo sviluppo. Lo studio della dialettica allora ci aiuta nell’orientamento che non è solo qualcosa che noi ci diamo, ma qualcosa nel quale noi siamo, la realtà stessa ha un proprio orientamento nella quale noi dobbiamo cercare di inserirci. Hegel parla di “grande necessità”, è una catena e noi siamo un piccolo anello dello sviluppo della storia ed è importante come gli altri anelli che la compongono. La dialettica del mondo dove va? Come possiamo noi inserirci oggi? La filosofia come può incidere nella realtà sociale? Con linguaggio kantiano ci dirigiamo verso uno stato mondiale, Kant scrive nel 1795 “Per la pace perpetua”, lo fa con linguaggio intellettuale per sottolineare l’importanza della creazione di uno stato mondiale. Anche secondo Hegel in questa visione kantiana manca qualcosa, non è riuscito a superare l’aspetto intellettuale del “dover essere”. La domanda è: Come ci si arriva a quel dover essere? La ricostruzione di Hegel è più vicina alla storia, la storia si sviluppa in modo da essere un susseguirsi di formazioni sociali nelle quali c’è sempre più libertà; con il progredire della consapevolezza della coscienza degli uomini, della storia della filosofia gli uomini tendono a darsi formazioni che corrispondono di più all’ideale di libertà. La storia è il progresso della libertà, pensiero ripreso anche da Croce che fa parte della concezione idealista. Il mondo della civiltà occidentale è caratterizzato dalla secolarizzazione di matrice illuminista. La storia è anche il costituirsi di comunità statali sempre più grandi perché gli esseri umani vogliono essere una comunità mondiale, c’è una tendenza all’unità. Un orientamento di tipo politico è quello di aiutare la società a raggiungere questo scopo. Lo stato ha precise funzioni: intervenire e aiutare, e la filosofia oggi deve aiutare la comunità umana ad avere un proprio orientamento; è necessario ripensare la filosofia come un’attività che serva a comprendere quali sono i propri scopi nella vita, ripensare le proprie relazioni umane, la propria partecipazione anche politica.

Per non ricadere nell’errore kantiano bisogna guardare alla realtà effettuale e oggi, grazie alla filosofia, almeno nel mondo occidentale ci si è avvicinati all’ideale di uno stato mondiale. Il mondo capitalista ha compreso parzialmente l’Assoluto come soggetto, soggetto individuale, la libertà individuale (il liberalismo), ci sono stati due grandi passi nella realizzazione storica dell’Assoluto (pensiero che attraverso la filosofia è diventato consapevole di se stesso), quello del mondo capitalista e della religione che contiene in sé una parte di razionalità, soltanto che si ferma a livello di rappresentazione.

Andare tutti insieme nella direzione di un superamento dialettico (Aufhebung) delle parzialità, delle verità parziali, verso quella che è una verità totale, assoluta che non schiaccia le altre perché le considera come proprie parti, una giustizia sociale che non schiacci le libertà dell’individuo.

Lo scopo della filosofia oggi: comprendere i limiti delle varie formazioni socio-politiche esistenti le quali spesso vengono in contrasto tra loro e guidarle pian piano verso quello che Hegel chiama lo Stato etico nel quale ogni persona possa realizzare il senso della propria vita.

(Prof.ssa Lucia Gasparini)