Riprende l’attività seminariale di Fileuropa ad Urbino!

Il giorno 14 novembre 2016 riprenderà ufficialmente l’attività seminariale di Fileuropa in Italia, precisamente presso l’Università degli Studi di Urbino. Il nostro seminario, che ormai ha nella città marchigiana una tradizione già triennale ed è seguito da un bel gruppo di partecipanti attivi ed estremamente interessati e competenti, quest’anno sarà integrato nel programma del Corso di Laurea in Filosofia della Conoscenza, della Natura e della Società della locale Università.

Ciò va visto come un importante riconoscimento da parte dell’Università verso tale nostra attività, che sta pian piano diventando un importante punto di riferimento filosofico per la cittadinanza urbinate.

Qui si può scaricare la presentazione generale del programma del nuovo Anno Accademico, una presentazione maggiormente dettagliata seguirà su questo sito nei prossimi giorni.

Ecco il link: seminario-tft.

A presto,

Dr. Marco de Angelis

Undicesimo incontro del Seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’ (post del 2 maggio 2016)

 

Il prossimo incontro del seminario di ‘Introduzione alla Filosofia’ , come stabilito la scorsa volta, avrà luogo mercoledì 4 maggio, dalle 16 alle 19 (l’aula sarà come al solito indicata sulla lavagnetta nell’atrio della sede del DESP, ex-magistero, via Saffi 15).

Con lo scorso incontro abbiamo effettuato il ‘giro di boa’, ossia superato (secondo il principio dell’Aufhebung, ovviamente!) la parte più ‘ostica’ dell’intero percorso, dunque la logica-metafisica, e ci stiamo inoltrando ora nella parte relativa alla Filosofia dello Spirito, quindi alle tematiche più vicine alla nostra vita reale e quotidiana, l’etica, lo Stato, la problematica relativa alle religioni ed anche al loro rapporto con la civiltà laica e così via.

Alla rubrica Seminari 2015/16 troverete a partire da domattina, martedì 3 maggio (non credo di farcela già oggi), il testo ed i file audio relativi all’ultimo incontro del 18 us.

Simposio internazionale sul pensiero di Robert Wallace il 26-27 maggio ad Urbino

Il 26 e 27 maggio avrà luogo ad Urbino un piccolo simposio internazionale sull’interpretazione dell’Idealismo (Platone, Hegel) presentata in questi ultimi anni da Robert Wallace, uno studioso americano di fama internazionale. Le relazioni saranno in italiano o, se in altra lingua, con traduzione in italiano.

Sarà una manifestazione sicuramente di grande interesse filosofico, per cui vi consiglio vivamente di parteciparvi.

Al sito http://www.robert-wallace-in-italy.it/ trovate il programma, per ora provvisorio, ed ogni altra informazioni utile.

Ricordo qui i nostri siti:

http://www.filosofia-urbino.org/ (attività della cattedra e nostra seminariale)
http://www.robert-wallace-in-italy.it/ (Sito del convegno su Wallace)
http://www.fileuropa.it/ (Centro di Filosofia Europea – italiano)
http://www.phileuropa.de/ (Centro di Filosofia Europea – tedesco)

(Dr.Marco de Angelis)

Partenza del seminario parallelo in Germania (post del 15 aprile 2015)

L’altro ieri, mercoledì 13 aprile, è iniziato il seminario parallelo a Lüneburg, Germania. Ci sono stati circa una quindicina di partecipanti, due adulti uditori esterni ed il resto studenti provenienti da vari corsi di laurea.

Tale seminario è inserito nel piano di studi del semestre estivo dell’università (Leuphana Universität), per cui gli studenti alla fine dovranno sostenere un esame sia scritto sia orale sulle tematiche trattate.

Ho presentato un’introduzione generale al mio modo di considerare il pensiero di Kant e di Hegel come attualissimo oggi e fondamentale, se ovviamente rivisto ed attualizzato in modo intelligente e serio, per risolvere i problemi etico-politici fondamentali della società contemporanea.

In particolare mi sono soffermato sull’esigenza che una nuova filosofia, elaborata a partire dal sistema filosofico di Hegel, possa costituire la base filosofica del processo di unificazione europea, attualmente basato solo sull’economia. A tal proposito è stata avanzata e presentata l’ipotesi di lavoro dell’esistenza già di fatto, e destinata anche a crescere, di un ‘popolo europeo’, costituito in primo luogo da tutti coloro che in Europa provengono da genitori di diverse nazionalità, e nel frattempo sono tantissimi, ma anche da coloro che, pur essendo per nascita pienamente di una sola nazionalità, questa gli sta, per così dire, ‘stretta’ e si sentono europei piuttosto che soltanto italiani, tedeschi, francesi ecc. ecc.

Tale discorso è stato poi anche allargato al concetto di ‘cosmopolitismo’, che ha un ruolo fondamentale nel pensiero di Kant, e rappresenta un’estensione concettuale del concetto di ‘europeismo’.

L’essere ‘europei’ o ‘cittadini del mondo’ si fonda sull’assumere la filosofia come guida della propria vita e quindi dare a questa un senso basato sull’etica filosofica e non su quella religiosa. L’etica religiosa è infatti vincolata ad un certo popolo, quindi a precise coordinate spazio-temporali, mentre l’etica filosofica come tale è svincolata da qualsiasi coordinata spazio-temporale e da qualsiasi popolo storicamente esistente. Se essa, infatti, è vera, lo è sempre e dovunque.

Tutti questi concetti verranno poi approfonditi nelle parti relative del discorso di ‘introduzione alla filosofia’, col quale partirò poi mercoledì tra due settimane (il 27 aprile), sviluppando a Lüneburg lo stesso discorso sviluppato ad Urbino. Anche noi infatti perverremo a partire proprio dall’incontro di oggi alla parte etico-politica come conseguenza logica di quanto detto da novembre fino ad oggi.

Questo primo incontro ha avuto un successo che è andato molto al di là delle aspettative, probabilmente il pubblico tedesco non si aspettava da uno straniero una tale presentazione precisa ed attenta di due tra i più grandi pensatori tedeschi, che oggi purtroppo nella stessa Germania vengono spesso sottovalutati oppure vengono studiati soltanto in modo storico, ma che sono invece i baluardi della nostra civiltà democratica. Un motivo in più che conferma il fatto che Kant e Hegel, come del resto tutti i grandi pensatori, sono a dire il vero filosofi europei e non   propriamente tedeschi.

In conclusione sono molto contento ed il sacrificio, che indubbiamente c’è stato, in quanto Lüneburg si trova praticamente quasi sul Mare del Nord, è stato ampiamente ripagato. Ora il progetto FILEUROPA, quindi l’idea di una nuova filosofia per l’Europa proposta nei due paesi chiave della storia europea, l’Italia quale sede del Cattolicesimo e la Germania come sede invece del Protestantesimo, sta prendendo forma e sta diventando ‘reale’ (per usare l’espressione hegeliana, sulla quale ci siamo a lungo soffermati, Wirklichkeit e non Realität).

Così la filosofia da mera riflessione interiore personale diventa serio progetto sociale e politico, certo ancora allo stato iniziale, ma nulla è diventato grande e diffuso nella storia che non sia stato prima piccolo e limitato, dunque appunto ‘allo stato iniziale’.

(Dr. Marco de Angelis)

FILEUROPA sarà presente al Congresso Hegeliano di Bochum!

Hegel-Kongress-plakat_hk2016

Dal 17 al 20 maggio si terrà a Bochum (Germania) il 31° Congresso Internazionale su Hegel.

Per i dettagli si veda qui. L’elenco delle singole relazioni è consultabile qui: Sektionsprogramm Hegel-Kongress 2016 25-01-2016.

Il nostro Centro sarà rappresentato dal Dr. Marco de Angelis, il quale mercoledì 18 dalle 17,15 alle 17,45 terrà la seguente relazione: Erkenne Dich selbst … über den Anderen:
Der absolute Idealismus als Philosophie der Anerkennung und der Liebe (Conosci te stesso … attraverso l’Altro: la filosofia dell’idealismo assoluto come filosofia del riconoscimento e dell’amore).

Qui è scaricabile la sintesi della relazione (in tedesco): Anlage1-InhaltlichesKonzept.

Qui si trova invece un breve estratto della medesima: Anlage2-Abstract.

A breve pubblicheremo su questo sito il testo intero.

 

Inaugurazione del sito del Centro di Filosofia Europea ‘FILEUROPA’

Questo è il sito internet del Centro di Filosofia Europea ‘FILEUROPA’. In tal nome sono contenuti due concetti; Il concetto della ‘filosofia’ e quello di ‘Europa’. Ciò che li accomuna è il fatto che la storia della filosofia dai grandi classici greci fino ai pensatori tedeschi si è sviluppata sul continente europeo, in particolare in un movimento che da va sud-est (Grecia) a nord-ovest (Germania). Ciò vale almeno per la storia della filosofia intesa come disciplina metafisica tradizionale, quindi per quei classici che comunemente vengono ritenuti intramontabili nella storia di questa disciplina.

Naturalmente, occupandosi la filosofia dell’assoluto e, come filosofia morale, dei valori assoluti, essa ha poco a che fare col tempo e con la spazio, anzi proprio nulla. Essa è la disciplina di ciò che, se è vero, lo è sempre indipendentemente da qualsiasi fattore storico.

Nondimeno, pur avendo a che fare con l’assoluto e l’eterno, la filosofia si manifesta nel tempo e quindi in un certo periodo ed in un certo spazio. In questa sue manifestazioni temporali entra in gioco l’Europa. Il continente europeo, a partire circa dal VI secolo prima di Cristo, è stato in effetti il luogo della sua manifestazione. Non è il caso di approfondire la questione, per quale motivo proprio qui e non altrove, quanto piuttosto di capire se ci possa essere o meno un nesso logico relativamente a tale sviluppo della filosofia sul continente europeo. A tal proposito si pongono le seguenti domande: ha la filosofia influenzato in modo sostanziale il decorso storico dell’Europa e dei suoi popoli? Se sì, come? Ed oggi, c’è un qualche rapporto tra questa disciplina ed il difficile processo storico di unificazione europea?

A nostro parere c’è un profondo legame tra storia della filosofia e la formazione dei popoli europei. Tale legame acquista una sua visibilità chiara ed inconfutabile in almeno due momenti storici:

  • il periodo dell’Illuminismo ed i decenni successivi nella parte occidentale dell’Europa (Inghilterra, Francia), che ha visto affermarsi il principio filosofico della libertà individuale;
  • il periodo della rivoluzione comunista ed i decenni successivi nella parte orientale dell’Europa (Russia e paesi limitrofi), che ha visto affermarsi, anche se poi in seguito decadere, il principio filosofico dell’uguaglianza e dello Stato.

Vi è poi un terzo periodo, molto controverso e sicuramente dalle conseguenze umane negative e disastrose, ma che non può essere nascosto ad un’indagine storico-filosofica seria: il periodo del fascismo, che, sviluppatosi nell’asse centrale europeo costituito da Italia e Germania, ha cercato di trovare una sintesi tra individualismo liberale e statalismo comunista, senza peraltro in alcun modo riuscirci.

Quel che accomuna questi 3 periodi storici è il fatto che si sono sviluppati sul territorio europeo ed hanno cercato di impostare lo Stato e quindi l’intera vita etica dei cittadini su principi filosofici e non religiosi, come invece era avvenuto nel periodo precendente. Questo è già un primo importante punto di contatto tra la filosofia e l’Europa: l’Europa è il continente in cui la filosofia si è sviluppata e poi ha edificato Stati filosofici.

Ovviamente anche gli Stati Uniti d’America, si potrebbe obiettare, sono uno Stato a fondamento filosofico. L’obiezione è giusta, ma non tiene conto del fatto che la filosofia illuministica, base della costituzione americana, è stata elaborata in Europa e gli stessi attori, che poi l’hanno realizzata in quel continente, sono stati attori europei, emigrati in quel continente. Dunque gli Stati Uniti d’America vanno considerati come una propaggine del movimento storico-politico europeo, originatosi in Inghilterra e Francia, e non come un movimento storico-filosofico autoctono americano.

È quindi l’Europa il continente dove è nato il modo filosofico di impostare lo Stato, dunque il fatto che lo Stato non si basi su di un’autorità religiosa e divina, ma su di un concetto filosofico, su di una dottrina razionale.

Ora ledottrine razionali finora elaborate ed in parte realizzate non sembrano essere tali da realizzare nel modo migliore il principio fondamentale dello Stato, il suo asse portante: il rapporto tra l’individuo e lo Stato, tra il particolare e l’universale, per esprimerci in termini metafisici.

Nel caso della dottrina illuministica della libertà individuale e del liberismo economico, è sotto gli occhi di tutti a cosa questa abbia portato e cos’altro ancora di negativo ci sarebbe, senza l’opera di contrasto della concezione opposta, quella a sfondo socialista. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ma anche dell’uomo sull’ambiente, è stata la conseguenza più grave di tale concezione. L’industrializzazione ed il capitalismo hanno sì portato crescita economica e benessere, almeno in alcune parti del mondo, ma hanno anche portato enormi catastrofi storiche, quali le due guerre mondiali, ed in linea generale una situazione mondiale basata sulla concorrenza e sul profitto, anziché sulla pacifica collaborazione tra gli Stati. Il capitalismo quindi con la sua filosofia basata sulla libertà individuale, non sembra essere in grado di condurre ad un equilibrato rapporto tra individuo e Stato, in quanto sia il rapporto dell’individuo rispetto alla comunità sia quello dello Stato individuale rispetto alla comunità internazionale degli Stati si fonda sull’egoismo e sul profitto proprio, il che alla fine genera inevitabilmente contrasti, dissidi, guerre.

Dall’altra parte anche il socialismo, almeno come ha preso forma in Unione Sovietica, non è riuscito a creare uno Stato basato su di un rapporto armonioso tra individuo e Stato. Qui è lo Stato che ha preso il sopravvento sull’individuo, schiacciandolo ed imponendogli una serie di restrizioni, che alla fine hanno generato una ribellione ed una reazione degli individui stessi contro lo Stato oppressore.

Ovviamente neanche ai due fascismi, per quanto cercassero di elaborare una nuovo rapporto tra individuo e Stato, è riuscita tale impresa. Essi hanno finito per vedere il senso della vita dell’individuo nel suo sacrificio per lo Stato, il che ha portato ad idolatrare lo Stato ed il Popolo, con conseguenze catastrofiche quali la militarizzazione della vita sociale, il razzismo ecc. Insomma, neanche in questo caso è riuscita l’armonizzazione tra individuo e Stato.

Questi fallimenti evidenti nel tentativo della filosofia di organizzare la vita sul continente europeo hanno condotto a delle tensioni enormi, che poi nel secolo scorso sono sfociate nelle guerre europee, a loro volta trasformatesi poi in guerre mondiali, a dimostrazione del fatto che comunque era sul continente europeo che si giocavano i destini del mondo. Ma tali fallimenti non sono imputabili alla filosofia tout court, la quale sarebbe incapace di fondare lo Stato, in quanto essa alla fine coincide con la ragione umana, quindi ciò equivarrebbe ad affermare che la ragione umana non è in grado di fondare la vita pubblica in modo armonioso, pacifico. Essi sono piuttosto imputabili al fatto che la filosofia e la ragione sono ancora allo stato iniziale, dopo secoli e secoli di fondazione religiosa degli Stati, per cui in questa prima, alla fine breve fase quasi sperimentale, essa ha messo in campo alcuni suoi concetti, alcune sue teorie nell’impostazione del rapporto tra individuo e Stato, che hanno mostrato i propri limiti ed errori, dai quali ora bisogna imparare.

Partendo dal tentativo, fallito, del fascismo di risolvere il problema del riporto tra individuo e Stato, libertà e disciplina, diritto e dovere, il suo errore fondamentale è stato l’averlo voluto fare ponendo come valore assoluto lo Stato (il popolo) rispetto al quale l’individuo doveva sacrificarsi. Nella mediazione tra i due poli, l’individuo del liberalismo e lo Stato del socialismo, il fascismo ha posto l’accento sul secondo, ponendolo come assoluto. E l’errore è stato proprio questo: il valore assoluto dello Stato infatti deve restare sempre l’individuo singolo, che è il termine primo ed ultimo, dal quale partire ed al quale arrivare. Lo Stato non ha un valore in sé, ma solo in quanto poi consente una vita etica ed armoniosa ai suoi membri, altrimenti non ha senso. Il che però non significa assolutamente che l’individuo singolo sia, egoisticamente parlando, la fonte di tutto, al contrario lo Stato, la comunità sono assolutamente imprescindibili e come tali da considerare come valori assoluti, ma solo in quanto essi poi agiscono in funzione degli individui, garantendo loro una vita serena, degna dell’essere umano.

Insomma, il rapporto tra individuo e Stato è molto più complicato di quel che sembri, ma alla fine ha una propria logica. Lo Stato è sicuramente un valore etico, in quanto gli individui devono cooperare al fine di creare una comunità forte, la quale però ha come senso della propria esistenza proprio il singolo, per cui l’amore e la dedizione, che il singolo individuo dona allo Stato, deve assolutamente avere un ritorno sull’individuo stesso, altrimenti non è più legittimato ad esistere. Insomma,a, l’individuo assume lo Stato come dovere etico assoluto, ma soltanto in quanto lo Stato, così rafforzato dall’impegno dei suoi singoli individui, a sua volta assume come dovere etico assoluto il servizio ai cittadini, l’assicurazione di un livello dignitoso di vita per chiunque indipendentemente da razza, religione, sesso ed altri connotati accidentali.

Questo tipo di rapporto dialettico tra individuo e Stato sembra che si sia iniziato a realizzare dopo la seconda guerra mondiale nelle socialdemocrazie del Nord Europa. Certo, sono Stati che ancora si ispirano all’ideale illuministico liberale e quindi al capitalismo, ma hanno assimilato molto la lezione del socialismo, per cui vi è un’ampia gamma di diritti sociali che attutiscono le conseguenze socialmente devastanti della concorrenza capitalistica. Questo modello nordeuropeo sembra riuscire a coniugare bene individuo e Stato, almeno nel modo migliore fino ad oggi sperimentato.

Questo modello potrebbe e dovrebbe essere il punto di partenza per un nuovo modo di impostare lo Stato, nel quale si realizzi quel rapporto dialettico di reciprocità tra i due poli. Il nostro Centro FILEUROPA intende sviluppare a livello di ricerca ed anche di didattica questi spunti di unificazione armoniosa tra individuo Stato, presenti nelle socialdemocrazie nordiche, individuandone i fondamenti filosofici e cercando quindi di elaborare una filosofia politica, la quale possa poi estendere tale regolamentazione armoniosa di quel rapporto all’Europa tutta, appunti ai nascenti Stati Uniti d’Europa. I quali poi a loro volta potrebbero diventare il modello filosofico di uno Stato armonioso valido quindi a livello globale, universale, quindi valido in sé dunque, indipendentemente dallo spazio e dal tempo.

Così torniamo al punto iniziale: nonostante la filosofia non abbia nulla a che fare con le determinazioni spazio-temporali,in quanto essa deve elaborare il vero in sé, che è eterno, nondimeno essa si manifesta nel tempo e nello spazio. La nostra idea, il nostro ideale, è che il vero concetto di Stato, lo Stato filosofico, nel quale libertà, eguaglianza e giustizia devono trovare il proprio armonioso equilibrio, possa essere realizzato negli Stati Uniti d’Europa e che tale missione costituisca il senso storico del popolo europeo.